Il nome di Bill Gates torna a circolare tra le cronache, e stavolta la vicenda tocca da vicino anche l’Italia. Al centro delle polemiche c’è un investimento legato a un tratto di costa piuttosto delicato, una faccenda finita perfino sulle colonne del Times. Il protagonista di questa storia è un resort di lusso previsto nei pressi di Ostuni, che ormai un po’ tutti chiamano Bill Gates Resort, anche se il fondatore di Microsoft non è esattamente il promotore diretto dell’operazione.
La verità è un filo più sfumata. Gates controlla Four Seasons attraverso Cascade Investment, la società che detiene la quota di maggioranza della celebre catena alberghiera. Quindi il suo nome finisce inevitabilmente attaccato al progetto, pur senza una sua regia personale sulle scelte fatte sul campo. Da quanto si sa, il complesso dovrebbe occupare un’area di circa nove ettari lungo la costa pugliese, con qualcosa come 150 camere e suite, ristoranti, piscine, spa, un beach club e spazi pensati per gli eventi. Una struttura costruita per intercettare un turismo di fascia alta, quello con parecchia capacità di spesa, per dirla senza troppi giri di parole.
Perché il progetto fa così discutere
Il nodo, però, non è tanto il lusso quanto la posizione scelta. Associazioni ambientaliste, comitati locali e diversi enti pubblici sostengono che il resort possa modificare in modo permanente un ecosistema costiero considerato di grande valore naturalistico e paesaggistico. Le preoccupazioni toccano più fronti. Si parla di consumo di suolo, di pressione sulle risorse idriche, di inquinamento luminoso e del possibile impatto su fauna e flora della zona.
C’è poi un passaggio che merita attenzione. Regione Puglia e Soprintendenza avevano messo nero su bianco le loro riserve, evocando il rischio di un’alterazione irreversibile del paesaggio. Nonostante questo, l’iter amministrativo è andato avanti grazie all’inserimento dell’area all’interno della Zona Economica Speciale, una scelta che ha di fatto semplificato alcune procedure autorizzative. E così quello che sembrava frenato ha ripreso a muoversi.
Nel frattempo la matassa si è ingarbugliata. I comitati hanno depositato ricorsi al TAR, mentre il Governo ha tenuto a precisare che il procedimento non è ancora chiuso. Insomma, la partita resta apertissima, con carte bollate e prese di posizione che si accavallano.
C’è un dettaglio che ha un sapore quasi paradossale. Bill Gates è tra gli imprenditori che più hanno messo soldi in iniziative dedicate alla transizione energetica e alla lotta contro il cambiamento climatico. Vederlo associato, seppur indirettamente, a un progetto contestato proprio sul piano ambientale suona un po’ stonato. A onore del vero, però, dietro questa specifica operazione non dovrebbe esserci una sua decisione presa in prima persona, ma piuttosto la lunga catena di partecipazioni che lo lega a Four Seasons.