C’è una novità che riguarda i backup Android e che, senza troppo clamore, è destinata a comparire nelle impostazioni di milioni di account. Google ha deciso di introdurre una piccola modifica che va a sfavore degli utenti, niente di drammatico intendiamoci, ma un cambiamento silenzioso che prima o poi finirà per farsi notare. E dato che parliamo di smartphone Android, la cosa tocca da vicino praticamente chiunque abbia in tasca un dispositivo di questo tipo.
Il punto è presto detto. A partire dallo scorso 7 luglio 2026 tutti i dati contenuti nei backup vengono conteggiati all’interno del limite di archiviazione del proprio account. In parole povere, lo spazio a disposizione, gratuito oppure a pagamento, è stato ridotto della quantità necessaria a conservare quei dati. Fino a oggi molti utenti non ci avevano mai fatto troppo caso, perché il funzionamento era in parte diverso.
Un impatto più leggero di quanto sembri
La cosa curiosa è che, stando a quanto comunicato dalla stessa Google, il sacrificio richiesto non sarebbe poi così pesante. L’impatto medio stimato si aggira attorno ai 40 MB, una cifra tutto sommato contenuta. Il motivo è semplice, anche se non immediato da cogliere. Già in precedenza il peso dei backup poteva diventare considerevole, e la stragrande maggioranza di quei dati gravava comunque sul piano d’archiviazione dell’account Google.
Quindi la domanda sorge spontanea, cosa cambia realmente? In sostanza si tratta di una riorganizzazione del modo in cui questi dati vengono contabilizzati, più che di una vera e propria stangata sullo spazio disponibile. Chi ha un piano capiente probabilmente non se ne accorgerà nemmeno, mentre chi vive costantemente al limite della soglia gratuita potrebbe dover fare qualche piccolo controllo in più tra le proprie impostazioni.