Chi vive di contenuti online lo sapeva bene: fino a poco tempo fa era possibile capire quante persone arrivavano al proprio sito web passando da Google Search, ma il mistero rimaneva totale quando si trattava dei profili social. Quante persone atterravano sull’account Instagram, sul canale YouTube o sul profilo TikTok grazie a una ricerca fatta su Google? Nessuno lo sapeva davvero. Adesso Google Search Console colma questa lacuna con una novità che interessa da vicino creator e publisher.
La nuova funzione si chiama proprietà piattaforma e permette di vedere finalmente quali termini di ricerca spingono le persone verso i contenuti pubblicati su Instagram, TikTok, X e YouTube. In pratica si potranno leggere le query digitate dagli utenti e capire come il pubblico interagisce con i post una volta arrivato a destinazione. Un tassello che mancava e che cambia parecchio le carte in tavola.
I creator possono seguire il traffico verso i social
Dentro la Search Console, queste nuove proprietà piattaforma offrono una vista unica e consolidata su come i contenuti vengono scoperti attraverso Google Search, indipendentemente dal canale su cui si trovano. E qui arriva il dettaglio interessante: non serve avere un sito web per sfruttarla. Anche chi lavora esclusivamente sui social può accedere ai dati, senza dover per forza gestire una pagina propria. Il rollout sarà graduale e si distribuirà nelle prossime settimane.
Vale la pena ricordare da dove parte tutto questo. A giugno Google aveva iniziato a consentire ai creator e ai publisher più importanti di rivendicare profili dedicati direttamente su Search, con la possibilità di inserire link ad altre piattaforme e di fissare video presi da TikTok e Instagram. Le proprietà piattaforma completano quel disegno. Prima il profilo diventava visibile, adesso arrivano anche i numeri su come le persone raggiungono quei profili social. Due pezzi dello stesso puzzle, montati uno dopo l’altro.
Dietro a tutto c’è una strategia piuttosto chiara. Google vuole trasformare Search nel punto di riferimento per tutto ciò che un creator fa online, il luogo dove finiscono per convergere i dati provenienti da ogni piattaforma. E il vantaggio per chi produce contenuti è concreto. Sapere, ad esempio, che una ricerca come “ricetta pasta alla norma” porta 500 persone al mese verso il profilo Instagram è un’informazione che può ridisegnare completamente la strategia dei contenuti. Un dato del genere aiuta a capire cosa cercano davvero le persone e su cosa conviene puntare.
Per Google il ritorno è altrettanto evidente. Ogni funzione di questo tipo diventa un motivo in più per cui i creator restano legati a Search, dipendenti da quei numeri e da quella visibilità. Più dati si concentrano lì, più difficile diventa farne a meno. E così l’ecosistema si chiude su se stesso, con Google al centro e le altre piattaforme che, volenti o nolenti, passano dalle sue mani.