Le auto usate in Italia raccontano una storia diversa rispetto a quella che si legge guardando solo le immatricolazioni delle vetture nuove. È qui, tra annunci e trattative, che emergono le vere preferenze degli automobilisti. Chi compra cerca soluzioni economiche, affidabili, possibilmente anche un po’ più sostenibili. E in questo scenario due alimentazioni continuano a giocare un ruolo da protagoniste nonostante un calo dell’offerta: GPL e ibride. Lo stock disponibile è sceso rispetto a un anno fa, eppure restano scelte richieste da chi vuole tagliare i costi di gestione senza complicarsi la vita.
GPL in calo ma ancora più diffuso dell’elettrico
Al 17 giugno 2026 risultano in vendita in Italia 22.562 auto GPL usate, cioè il 2,9% dell’intero mercato dell’usato monitorato. Rispetto a dodici mesi prima la contrazione si aggira intorno al 9%. Il dato curioso però arriva dal confronto con le altre alimentazioni alternative. Nonostante tutta l’attenzione riservata alla mobilità elettrica, le vetture a GPL presenti negli annunci italiani sono ancora circa il 45% in più rispetto alle elettriche pure. E sono quasi due volte e mezzo più numerose delle auto a metano.
Il motivo è abbastanza intuitivo. Il GPL resta una delle soluzioni più convenienti per chi macina parecchi chilometri ogni anno. I costi di rifornimento sono nettamente più bassi rispetto a benzina e diesel, la rete distributiva è ben distribuita sul territorio e la tecnologia ormai è collaudata da tempo. Con i continui rincari dei carburanti tradizionali, il GPL mantiene un appeal solido tra gli automobilisti italiani.
Ibride giù del 7,1 dopo il record del 2025
Anche il comparto delle auto ibride usate mostra qualche segnale di rallentamento sul fronte dell’offerta. Le vetture termico-elettriche oggi disponibili sul mercato italiano sono 95.203, ovvero circa il 12,1% di tutto il parco dell’usato nazionale. Significa oltre 7.200 auto in meno rispetto a giugno 2025 e quasi 14.000 unità in meno rispetto al picco toccato nel settembre dello scorso anno. Il calo, però, non sembra avere natura strutturale. Dopo aver superato le 105.000 unità per buona parte dell’inverno 2025-2026, l’offerta ha cominciato a ridursi soltanto negli ultimi mesi.
Una dinamica che potrebbe raccontare una domanda particolarmente vivace, capace di assorbire in fretta le auto disponibili. D’altronde le ibride rimangono tra le alimentazioni più richieste anche nel mercato del nuovo. I dati sui trasferimenti di proprietà mostrano infatti un interesse in crescita costante verso queste motorizzazioni pure nell’usato, segno che la tecnologia sta diventando sempre più centrale nelle scelte degli automobilisti.
Diesel e benzina ancora al comando
Nel complesso il mercato dell’usato italiano continua a essere dominato dalle alimentazioni tradizionali. Il diesel pesa ancora per il 47,8% dell’offerta, seguito dalla benzina con il 34,1%. Le ibride occupano il terzo posto col 12,1%, mentre GPL, elettrico e metano si spartiscono le quote che restano. La cosa interessante riguarda la velocità con cui questi equilibri si stanno spostando. Da un lato le immatricolazioni di auto nuove crescono nel 2026, con una presenza marcata di modelli elettrificati. Dall’altro l’usato fotografa consumatori che continuano a preferire soluzioni economicamente sostenibili e già rodate.
Il GPL resta la scelta razionale per chi punta al massimo risparmio per chilometro. Le ibride rappresentano invece il compromesso ideale tra efficienza, consumi bassi e libertà di utilizzo. Il calo dello stock, quindi, non va letto per forza come perdita d’interesse. Potrebbe anzi essere il segnale di un mercato sempre più dinamico, dove la domanda supera l’offerta disponibile. Con prezzi dell’energia ancora incerti e normative ambientali in continua evoluzione, GPL e ibride si confermano due pilastri del mercato dell’auto usata in Italia, capaci di accompagnare la transizione verso una mobilità più sostenibile senza imporre i costi e le limitazioni che ancora frenano la diffusione dell’elettrico puro.