Comprare un’auto nuova nel 2026 significa fare i conti con prezzi di listino che per molti restano un ostacolo serio. Ma quanto si riesce davvero a trattare in concessionaria? E soprattutto, quali marchi sono più generosi con gli sconti? Una ricerca condotta dall’ADAC, il più importante club automobilistico tedesco, ha provato a rispondere con un metodo piuttosto diretto: mandare ricercatori nelle concessionarie, travestiti da normali clienti pronti all’acquisto.
L’indagine ha riguardato 112 acquisti di prova, effettuati tra la fine di gennaio e metà febbraio 2026. Il risultato complessivo? La media degli sconti ottenuti si è fermata al 9% del prezzo di listino per le auto con motore tradizionale, mentre per i modelli elettrici la percentuale è salita al 12%. Una differenza non trascurabile, che racconta qualcosa sulla pressione commerciale che il mercato dell’elettrico sta vivendo.
Lo studio ha messo a confronto sette modelli elettrici e sette a motore termico, con configurazioni il più possibile comparabili. E qui viene fuori un dettaglio che spesso si sottovaluta: il peso degli optional sul prezzo finale. Per fare un esempio concreto, nel caso della Mercedes Classe C 220d T-Modell gli accessori hanno fatto salire il conto di oltre 13.000 euro, mentre per la MG ZS Hybrid+ si parlava di poche centinaia di euro. Tutti gli sconti rilevati, va detto, si riferiscono sempre al prezzo totale, optional compresi.
Quanto conta il modello di vendita nella trattativa
C’è poi un aspetto che incide parecchio e che non tutti conoscono: il sistema di distribuzione adottato dal singolo marchio. Mercedes-Benz, ad esempio, sta puntando sempre di più sul cosiddetto sistema di agenzia, dove il concessionario opera come intermediario senza avere margine autonomo sul prezzo. Risultato: uno sconto fisso del 7%, senza possibilità di ottenere nulla di più in fase di negoziazione. Tutto già deciso a monte.
Per altri marchi la situazione è molto diversa. Con BMW o Peugeot, insistere durante la trattativa ha permesso di portare a casa condizioni decisamente migliori. Sulla Toyota Corolla Touring Sports, addirittura, la differenza tra le offerte dei vari dealer ha superato i 20 punti percentuali. Un divario enorme, che dimostra come il concessionario resti un attore fondamentale nella definizione del prezzo finale, almeno dove non esiste un sistema di prezzi fissi.
I modelli con gli sconti più alti e quelli dove non si tratta
Tra tutti i veicoli analizzati, lo sconto percentuale più alto lo ha ottenuto BYD Atto 2, con un ribasso medio del 25% sul listino. Tradotto in cifre, parliamo di circa 9.520 euro risparmiati. Subito dopo si piazza BMW iX1: sconto medio del 18,8%, che in valore assoluto supera gli 11.000 euro ed è la cifra nominale più alta dell’intero campione. Non male.
All’estremo opposto, i marchi che concedono poco o nulla. Dacia, che già parte da prezzi molto competitivi, ha offerto uno sconto di appena 16 euro sulla Duster Hybrid 140. Praticamente simbolico. Discorso simile per Leapmotor T03 (243 euro di ribasso), Renault Clio TCe 115 (768 euro) e Fiat Grande Panda Elettrica (1.864 euro). Nella fascia intermedia si collocano la MG ZS Hybrid+ con 3.530 euro di sconto e la Volkswagen Golf Variant con 5.325 euro.
Il dato che emerge con più forza dall’indagine è questo: più il prezzo di listino è alto e più l’auto è accessoriata, maggiore è il margine che il concessionario può concedere. I modelli più economici, quelli di fascia bassa, lasciano pochissimo spazio alla trattativa sugli sconti.