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Auto diesel 2026: oltre 40 modelli ancora in vendita in Italia

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Il diesel non è morto. È stato ridimensionato, certo. È stato messo sotto pressione normativa, fiscale e mediatica. Ma nel mercato italiano continua a essere una scelta concreta per chi macina chilometri ogni settimana.Nel 2026 sono ancora più di quaranta i modelli acquistabili con motorizzazione diesel pura in Italia. Un numero che racconta un segmento tutt’altro che estinto.

Perché il diesel continua a piacere

Chi percorre lunghe distanze lo sa bene: il gasolio resta difficile da battere sul piano dell’efficienza reale. Autonomia elevata, consumi contenuti in autostrada, coppia generosa ai bassi regimi e costi chilometrici competitivi. Per chi fa 20.000–30.000 km l’anno, la differenza rispetto a un benzina tradizionale è ancora tangibile. A questo si aggiunge un altro fattore: molte case automobilistiche hanno rivisto le proprie strategie, rallentando l’abbandono totale del diesel in attesa di una transizione più graduale verso l’elettrico.

I marchi che continuano a investire

Nel segmento premium, BMW, Mercedes-Benz e Audi mantengono un’offerta diesel strutturata, soprattutto su compatte e SUV. Anche il gruppo Volkswagen continua a presidiare il mercato con modelli come Volkswagen Golf, Volkswagen Tiguan e Volkswagen Passat, mentre nel mondo Stellantis troviamo ancora proposte come Peugeot 308, Opel Astra e Alfa Romeo Giulia. Non si tratta di versioni “residuali”: in molti casi le motorizzazioni diesel rappresentano ancora una quota significativa delle vendite fleet e business.

Tutti i modelli diesel ancora in vendita in Italia

Ecco l’elenco completo dei modelli acquistabili con motore diesel nel 2026:

  • Alfa Romeo Giulia (2.2 da 160 e 210 CV)
  • Alfa Romeo Stelvio (2.2 da 160 e 210 CV)
  • Alfa Romeo Tonale (1.6 da 130 CV)
  • Audi A3 (2.0 da 116 CV)
  • Audi Q2 (2.0 da 150 CV, in uscita nel 2026)
  • Audi Q3 e Q3 Sportback (2.0 da 150 CV)
  • BMW Serie 1 (2.0 da 150 CV)
  • BMW Serie 2 e Serie 2 Gran Coupé (2.0 da 150 CV)
  • BMW X1 (2.0 da 150 CV)
  • BMW X2 (2.0 da 150 CV)
  • Citroën Berlingo (1.5 da 100 CV)
  • Cupra Formentor (2.0 da 150 CV)
  • Cupra Leon e Leon Station (2.0 da 150 CV)
  • DS 4 (1.5 da 130 CV)
  • DS 7 (1.5 da 130 CV)ù
  • Fiat Qubo L (130 CV)
  • Fiat Tipo (1.6 da 130 CV)
  • KGM Rexton (2.2 da 202 CV)
  • Kia Sorento (2.2 da 194 CV)
  • Mercedes Classe A (2.0 da 116, 150 e 190 CV)
  • Mercedes Classe B (2.0 da 116, 150 e 190 CV)
  • Mercedes GLA (2.0 da 116, 150 e 190 CV)
  • Mercedes GLB (2.0 da 116, 150 e 190 CV)
  • Opel Astra e Astra Station (1.5 da 130 CV)
  • Opel Zafira (2.2 da 180 CV)
  • Peugeot 308 e 308 Station (1.5 da 130 CV)
  • Seat Ateca (2.0 da 150 CV)
  • Seat Leon e Leon Station (2.0 da 115 e 150 CV)
  • Skoda Karoq (2.0 da 116 e 150 CV)
  • Skoda Octavia e Octavia Wagon (2.0 da 115 e 150 CV)
  • Skoda Kodiaq (2.0 da 150 e 193 CV)
  • Skoda Superb (2.0 da 122, 150 e 200 CV)
  • Volkswagen Golf e Golf Variant (2.0 da 115 e 150 CV)
  • Volkswagen Passat (2.0 da 122, 150 e 193 CV)
  • Volkswagen Tayron (2.0 da 150 e 193 CV)
  • Volkswagen Tiguan (2.0 da 150 e 193 CV)
  • Volkswagen Touareg (3.0 da 231 e 286 CV, in uscita)

Dalle compatte ai SUV di grandi dimensioni, la copertura resta ampia. Il quadro è chiaro: il diesel non è più dominante come dieci anni fa, ma non è nemmeno scomparso.

Per chi utilizza l’auto prevalentemente in città e percorre pochi chilometri, altre soluzioni hanno più senso. Per chi viaggia molto, soprattutto su lunghe tratte, il gasolio continua a offrire un equilibrio difficilmente replicabile.

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