C’è un momento in cui anche i grandi marchi ammettono di aver preso la direzione sbagliata, e per Audi quel momento sembra arrivato. Dopo anni passati a trasformare le plance in enormi tablet montati sulle ruote, la casa di Ingolstadt ha deciso di cambiare strada. I prossimi abitacoli diranno addio alla dominazione degli schermi giganti per riabbracciare i tasti fisici, i materiali pregiati e quella sensazione tattile che un tempo aveva reso leggendari gli interni del marchio.
A raccontare la nuova filosofia è stato Rouven Mohr, responsabile tecnico Audi, in un’intervista concessa alla testata australiana GoAuto. Il concetto è semplice: la tecnologia non sparirà, ma smetterà di rubare tutta la scena. “In passato Audi ha sempre guidato lo sviluppo dell’infotainment, integrando le ultime tecnologie digitali in modo sottile e ben integrato”, ha spiegato Mohr. E il futuro andrà proprio in quella direzione, con il nuovo linguaggio stilistico chiamato Radical Next che punterà su display di dimensioni contenute e su elementi aptici curati fin nei minimi dettagli.
La frase che riassume tutto suona quasi come una dichiarazione d’amore verso il passato. Ogni pulsante e ogni rotella dovrà avere “il classico click e la sensazione tattile Audi”. Chi ha guidato una A6 o una A8 di qualche generazione fa sa perfettamente di cosa si parla.
Un dietrofront che nasce dalle richieste dei clienti
Il cambio di rotta non arriva per caso. Audi era stata tra i costruttori più decisi nell’abbracciare gli abitacoli digitali, arrivando persino a mandare in pensione il celebre selettore rotativo MMI, per anni punto di riferimento dell’intero settore premium. Ma i clienti, soprattutto in Europa, Nord America e Australia, non hanno mai smesso di chiedere comandi che si possano cercare al tatto, senza dover togliere gli occhi dalla strada.
È una questione di sicurezza prima ancora che di gusto. E qui i rivali stanno andando in direzioni opposte: BMW ha appena lanciato il Panoramic iDrive, con un display che corre da montante a montante alla base del parabrezza, mentre Mercedes ha trasformato intere plance in enormi superfici digitali. Audi sceglie la terza via, quella della sobrietà.
Le prove generali della svolta si vedono già. Il recente concept Nuvolari ha mostrato un abitacolo sorprendentemente essenziale, con una strumentazione tradizionale incassata nella palpebra e un display verticale in stile tablet posizionato in basso sulla console centrale. Ancora più chiara la Concept C, la roadster che ammicca alla TT e che anticipa un modello di serie atteso nel 2027. Qui lo schermo è montato in orizzontale al centro della plancia, mentre sul volante spiccano rotelle fisiche di comando. “Crediamo che faccia parte del nostro DNA avere elementi fisici, pulsanti e rotelle”, ha ribadito Mohr. Una presa di posizione netta, che suona come un manifesto per il design del prossimo decennio.
Il ritorno vero arriverà tra un paio d’anni
Chi sogna il ritorno dei tasti fisici dovrà però mettere in conto un po’ di pazienza. I modelli in arrivo nei prossimi due anni, comprese le nuove Q7 e Q9, manterranno l’attuale impostazione dominata dai display. Un indizio della direzione futura però c’è già: l’introduzione di finiture in vera ardesia, segnale di una rinnovata attenzione verso i materiali autentici.
La svolta vera arriverà tra circa due anni, quando la filosofia Radical Next debutterà sui modelli di serie. Curioso il tempismo: sono passati appena tre anni da quando Audi ha introdotto l’attuale plancia digitale sulla A5. Un ciclo brevissimo, che racconta meglio di qualsiasi comunicato quanto il vento sia cambiato nel mondo dell’auto premium. Gli schermi resteranno, questo sì, ma torneranno a fare semplicemente gli schermi. Il palcoscenico, ancora una volta, sarà tutto per la qualità percepita.