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Aziende usate dai criminali negli attacchi phishing
Anche Amazon figura in tale classifica al quarto posto (4%). Mentre Mastercard raggiunge il quinto posto con il 3%. Completano la top 10 Alibaba, WhatsApp, Facebook, LinkedIn e Adobe. Ciascuno con una quota di attacchi compresa tra l’1% e il 2%.
Un caso emblematico del periodo analizzato ha riguardato proprio Mastercard. Nel mese di febbraio, è stata scoperta una campagna di phishing. Quest’ultima è mirata principalmente al mercato giapponese. Diversi siti web fraudolenti, graficamente simili al portale ufficiale dell’azienda, sono stati creati con l’obiettivo di sottrarre dati sensibili come numeri di carte di credito e codici di sicurezza.
E non è tutto. Anche gli utenti OneDrive sono stati nel mirino degli attacchi. Una campagna di phishing ha sfruttato un dominio ingannevole che simula in tutto e per tutto la pagina di accesso ufficiale di Microsoft. L’intento era ottenere credenziali di accesso ai servizi cloud. Con rischi evidenti per i dati personali e aziendali degli utenti colpiti.
Dunque, ciò che mostra tale analisi per il primo trimestre del 2025 è la conferma che i grandi brand del tech e della finanza sono costantemente sotto assedio. L’unico vero modo per potersi difendere resta l’informazione. Saper riconoscere un tentativo di phishing può fare la differenza tra sicurezza e compromissione dei propri dati. Ecco perché è fondamentale mantenere un atteggiamento cauto mentre si naviga in rete.









