La ASRock X870E Challenger WiFi White arriva sul mercato a un prezzo che fa subito drizzare le orecchie agli appassionati di assemblaggio PC, circa 210 euro per una scheda madre che promette tante funzioni, una sezione di alimentazione più robusta e un supporto eccellente. Una proposta interessante per chi guarda alla piattaforma AMD senza voler svuotare il portafoglio, e che si inserisce in un momento particolare per il mondo delle motherboard AM5.
Sono passati tre anni dal debutto della piattaforma AMD AM5 e delle prime schede serie 600. Da allora il terreno si è popolato di processori, tra Ryzen 7000, Ryzen 8000 e Ryzen 9000, e i produttori non hanno mai smesso di cercare il modo di spingere più in là l’esperienza d’uso. Da qui nasce la nuova linea di chipset serie 800, pensata per dare una rinfrescata a tutto il comparto.
ASRock X870E Challenger: cosa cambia con i chipset serie 800
AMD ha messo sul tavolo i chipset X870 e B850 per coprire rispettivamente la fascia alta e quella mainstream delle motherboard AM5. Sono progetti nuovi, con funzioni nuove, e l’idea è chiara, attirare sia chi parte da zero sia chi arriva dalle vecchie configurazioni AM4 e vuole finalmente fare il salto per gaming e creazione di contenuti. La scheda protagonista qui, la ASRock X870E Challenger WiFi White, si piazza proprio in questo solco con tanta connettività e un listino tutto sommato gentile.
Il punto di forza dei modelli X870E e X870 sta in alcune migliorie concrete. Lo standard USB 4.0 diventa di serie su tutte le schede di questa categoria, il PCIe Gen5 è garantito sia sulla parte grafica sia sugli slot NVMe, e il supporto alle memorie con profili EXPO sale a frequenze più alte. AMD ha inoltre introdotto nuovi algoritmi PBO e CO insieme ai Ryzen 9000, e queste motherboard li gestiscono al volo, senza bisogno di smanettamenti particolari.
La differenza tra le varie sigle si gioca soprattutto sui die Promontory 21. L’X870E ne monta due, con supporto completo a USB4 e Gen5 per GPU e SSD. L’X870 senza la E ne ha uno solo ma mantiene lo stesso livello di I/O, cambiano solo le linee disponibili. Più in basso troviamo i B850 e B840 a coprire il segmento popolare, con il B840 che resta l’opzione d’ingresso, basato sul vecchio die Promontory 19, limitato al Gen4 per GPU e SSD e senza overclock della CPU.
Il socket LGA 1718 e la longevità della piattaforma
Il regno di AM4 si è finalmente chiuso e adesso il socket LGA 1718 prende il comando. Si passa dal vecchio design PGA a pin a una disposizione LGA, con più contatti verso il processore e quindi più canali di comunicazione con la scheda. Questo apre la porta a tutte le funzioni avanzate che la nuova piattaforma porta in dote.
Sul fronte della durata nel tempo AMD ha messo nero su bianco un impegno fino al 2029 e oltre per il socket AM5. La storia di AM4 parla chiaro, lanciata nel 2017 e ancora viva e vegeta nel 2026, con chip recenti che continuano ad arrivare. Le serie 500 erano state inizialmente escluse dal supporto, poi l’azienda e i suoi partner hanno lavorato per estenderlo ai processori più vecchi sulle nuove schede e ai nuovi sulle vecchie motherboard.
Una nota utile riguarda i dissipatori. I processori Ryzen 7000, 8000 e 9000 hanno una forma perfettamente quadrata da 45×45 mm, con un integrated heat spreader piuttosto generoso, ma mantengono le stesse dimensioni dei precedenti modelli desktop e sono sigillati ai lati. Questo significa che applicare la pasta termica non riempirà l’interno dell’IHS, e che i dissipatori attuali restano pienamente compatibili con gli ultimi Ryzen. Le memorie supportate arrivano a DDR5-5600 MT/s in modo nativo, con la possibilità di superare gli 8000 MT/s sulle schede di fascia più alta.