Asahi, uno dei più grandi produttori di birra del Giappone, ha confermato che il grave attacco informatico subito due mesi fa ha provocato il furto di una vasta quantità di dati personali appartenenti a clienti, dipendenti ed ex collaboratori. La società ha annunciato ufficialmente che ben 1,52 milioni di utenti risultano forse coinvolti nella violazione.
Le informazioni sottratte includono nomi, indirizzi, genere e altri dati anagrafici. Però non risultano compromesse informazioni finanziarie come numeri di carta di credito. Oltre ai clienti, risultano esposti anche 107.000 dipendenti, attuali e passati. Ma non solo. Anche 168.000 parenti degli stessi e circa 114.000 contatti esterni che avevano avuto rapporti diretti con l’azienda.
Come l’attacco ha paralizzato Asahi
Di fronte all’entità della violazione, Asahi ha scelto di posticipare la pubblicazione dei risultati finanziari trimestrali, concentrando tutte le risorse sull’analisi delle conseguenze dell’incidente e sulla gestione della crisi.
Secondo la ricostruzione, l’origine della compromissione è stata individuata in un singolo datacenter. Quest’ ultimo seppur isolato tempestivamente, non ha impedito al malware di diffondersi rapidamente nel resto della rete aziendale. Una volta penetrato nei sistemi centrali, il codice malevolo avrebbe attivato componenti ransomware capaci di bloccare le operazioni critiche dell’azienda in poche ore.
La produzione della birra, cuore del business di Asahi, è stata interrotta quasi del tutto, causando settimane di carenze sugli scaffali e la necessità di ricorrere a processi manuali per la gestione degli ordini, in un ritorno forzato a carta e penna. Le scorte disponibili nei magazzini sono state distribuite con ritmi ridotti. Invece la rete logistica e i sistemi interni sono rimasti paralizzati fino all’avvio dei primi interventi di ripristino.
Asahi ha dichiarato di aver trascorso gli ultimi due mesi nel tentativo di contenere gli effetti dell’attacco, avviando la bonifica dei sistemi e il ripristino graduale delle piattaforme digitali. Tale incidente rappresenta uno dei più gravi subiti da un’azienda giapponese nel 2025. Le autorità locali stanno monitorando la situazione. Intanto si preparano nuove misure di sicurezza e un piano di comunicazione destinato a rassicurare clienti, partner e dipendenti sulla gestione dei dati compromessi.