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Artemis III, Parmitano testerà il docking con i lander lunari

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La NASA ha diffuso nuovi particolari su Artemis III, la missione prevista nel terzo trimestre del 2027 che avrà un compito preciso e piuttosto delicato. Gli astronauti non scenderanno ancora sulla Luna ma dovranno collaudare il docking tra la navicella Orion e i lander di Blue Origin e SpaceX, una manovra che verrà eseguita in orbita terrestre bassa. Durante una conferenza stampa l’agenzia spaziale americana ha spiegato che questo passaggio è indispensabile prima di Artemis IV, oggi fissata per l’inizio del 2028 anche se non si esclude uno slittamento verso la fine dello stesso anno.

Il programma lunare procede quindi per tappe, e ogni tappa serve a preparare quella successiva. Tra i quattro membri dell’equipaggio di Artemis III figura anche l’italiano Luca Parmitano, un dettaglio che rende la missione particolarmente interessante per il nostro Paese. Alcune anticipazioni erano già emerse durante un congresso in Turchia, ma soltanto adesso la NASA ha messo in fila tutte le fasi del volo.

Tre razzi e tre veicoli spaziali in quattordici giorni

La missione durerà 14 giorni e richiederà l’impiego di tre razzi diversi, ciascuno incaricato di portare in orbita un veicolo differente. Serve una sincronia perfetta tra NASA, Blue Origin e SpaceX, perché un’operazione del genere non è mai stata tentata prima. Tre aziende e tre mezzi che devono incontrarsi nello spazio rispettando tempi molto stretti, con margini d’errore ridotti all’osso.

Il primo a partire sarà una versione di test del Blue Moon MK2, il lander sviluppato da Blue Origin, che naturalmente decollerà a bordo del razzo New Glenn della stessa società. Il veicolo si posizionerà a circa 440 km di altitudine e potrà restare in orbita fino a 30 giorni, un’autonomia che offre un certo respiro all’intera tabella di marcia. Qualche giorno più tardi toccherà alla navicella Orion, lanciata con lo SLS (Space Launch System). Nelle prime 48 ore l’equipaggio si dedicherà a tutte le operazioni preliminari necessarie per l’aggancio.

Dall’aggancio con Blue Moon al test con Starship

Una volta completato il docking, gli astronauti passeranno all’interno del lander e trascorreranno i due giorni seguenti a verificare i sistemi di bordo. Il modello di prova non è un semplice simulacro, visto che integra avionica, software, sistemi di controllo del volo, tecnologie per la cabina dell’equipaggio e funzioni di supporto vitale identiche a quelle del lander destinato a raggiungere la superficie lunare. Terminati i controlli, l’equipaggio rientrerà nella Orion, che verrà poi separata dal veicolo di Blue Origin.

A quel punto entrerà in scena Starship di SpaceX. Lo stadio superiore del gigantesco razzo salirà fino a circa 380 km di quota per incontrare la navicella della NASA. Stavolta però gli astronauti non metteranno piede nel mezzo appena agganciato, e la separazione avverrà a distanza di circa due ore dal contatto. Una prova più breve, insomma, ma comunque fondamentale per confermare la compatibilità tra i due sistemi.

Esaurita anche questa fase, l’equipaggio di Artemis III resterà in orbita per altri cinque giorni. Il tempo a disposizione sarà impiegato per collaudare le tute spaziali e per portare a termine diverse dimostrazioni scientifiche, prima del rientro sulla Terra che chiuderà i 14 giorni previsti dalla missione.

Fonte: TecnoAndroid

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