Le popolazioni del Nord America adottarono arco e frecce come armi sostitutive del dardo e dell’atlatl circa 1.400 anni fa. Questo è quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista PNAS Nexus, che però racconta una storia più sfumata di quanto si potrebbe pensare. Perché se nelle regioni meridionali il passaggio fu praticamente immediato, nelle zone più a nord le cose andarono in modo molto diverso: lì, arco e frecce vennero inizialmente integrati nel kit di strumenti già esistente, e l’atlatl venne abbandonato solo gradualmente, nell’arco di oltre mille anni.
A firmare la ricerca è il team dell’Experimental Archaeology Laboratory della Kent State University, in Ohio, guidato dall’archeologo sperimentale Metin Eren. Il suo laboratorio è noto per un approccio molto pratico: si cerca di ricostruire e testare fisicamente le tecnologie antiche, dagli utensili in pietra alla ceramica, passando per la lavorazione dei metalli, le tecniche di macellazione e la produzione tessile. Non si tratta di semplice ricostruzione storica da museo, ma di vera e propria scienza sperimentale.
Scienza seria dietro esperimenti apparentemente bizzarri
Eren si è guadagnato una certa notorietà nel 2019 quando ha messo alla prova una leggenda Inuit, fabbricando coltelli rudimentali con feci congelate per verificare se fossero in grado di tagliare pelle, muscolo e tendine di maiale. Quell’esperimento gli valse un Premio Ig Nobel, il riconoscimento assegnato alle ricerche che “prima fanno ridere, poi fanno pensare”. Ma Eren ha sempre tenuto a precisare che il lavoro del suo laboratorio è scienza seria, non intrattenimento.
E in effetti, guardando l’elenco delle ricerche condotte dal team, il quadro si fa molto più articolato. Tra gli studi portati avanti ci sono analisi sulle frequenze sonore e le ottave prodotte dalla percussione durante la lavorazione della selce, indagini sulle lesioni più comuni tra chi pratica la scheggiatura della pietra, e test sull’efficienza di macellazione delle punte Clovis. Questo ultimo lavoro, tra l’altro, è stato realizzato in collaborazione con i cacciatori del gruppo MeatEater, con tanto di video pubblicato su YouTube.
Ipotesi degli anni Settanta messe alla prova
Il laboratorio si è occupato anche di esperimenti balistici pensati per verificare un’ipotesi risalente agli anni Settanta. La teoria suggeriva che alcune lame in pietra avessero una sorta di supporto in legno o osso applicato sul lato piatto e non affilato, quello opposto al filo tagliente. L’idea era che questo rinforzo potesse aumentare l’adesione della lama al manico o all’impugnatura, migliorandone la funzionalità.
Lo studio sull’adozione di arco e frecce nelle diverse regioni del Nord America aggiunge un tassello importante alla comprensione di come le innovazioni tecnologiche si diffondessero tra le popolazioni antiche. Il dato più interessante resta proprio questa differenza geografica netta: al sud un’adozione rapida e totale, al nord un processo lungo e progressivo che ha visto convivere per secoli le vecchie e le nuove armi da lancio.