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Apple ha aggiornato la propria politica sull’insider trading e da adesso vieta in modo esplicito ai dipendenti di sfruttare informazioni riservate per piazzare scommesse sui mercati predittivi. Si tratta di una novità che a prima vista può sembrare scontata, ma che in realtà va a toccare un terreno finora piuttosto ambiguo, quello delle piattaforme dove si puntano soldi sull’esito di eventi futuri.
La modifica è emersa all’interno della documentazione che l’azienda di Cupertino ha depositato il 3 novembre 2026, subito dopo la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre fiscale avvenuta il giorno prima. Apple ha infatti pubblicato il suo Form 10K relativo all’anno fiscale 2026, cioè il documento annuale obbligatorio da inviare alla SEC, l’autorità statunitense che vigila sui mercati. Al suo interno si trova un quadro dettagliato dei conti, del business e dei rischi della società, oltre a una serie di allegati. Tra questi compare appunto la versione aggiornata delle regole interne sull’insider trading.
Cosa prevedeva la policy di Apple e cosa cambia adesso
Fino allo scorso anno le linee guida della casa di Cupertino, registrate presso la SEC come allegato 19.1, contenevano già una lista di divieti piuttosto chiara. I dipendenti non potevano fare trading quando erano a conoscenza di informazioni rilevanti non ancora pubbliche, né passare soffiate ad altri. Erano vietate anche le operazioni o le soffiate tramite terze parti e qualsiasi transazione durante i periodi di blocco. Completavano l’elenco il divieto di vendite allo scoperto, di operazioni di copertura e di trading sui derivati.
A questa lista si aggiunge ora una voce nuova, dedicata proprio ai mercati predittivi. Il testo stabilisce che i dipendenti non devono partecipare a queste piattaforme, o ad altre simili, per scommettere, negoziare, comprare o vendere contratti legati all’esito di eventi futuri quando l’attività comporta l’uso di informazioni riservate di Apple. Il perimetro è ampio perché comprende i dati su Apple stessa ma anche quelli su altre aziende con cui il dipendente entra in contatto per lavoro. Rientrano quindi fornitori, produttori, rivenditori e clienti, come gli operatori di rete mobile o altri partner commerciali.
C’è poi un secondo aspetto da non sottovalutare. Il regolamento vieta anche di passare queste informazioni confidenziali a terzi che potrebbero usarle per scommettere su tali mercati. Apple precisa inoltre che per informazioni riservate non si intendono soltanto quelle rilevanti e non pubbliche, ma qualcosa di più esteso, secondo la definizione già presente nella sua politica di condotta aziendale.
Una zona grigia che Apple ha deciso di chiarire
Il passaggio forse più significativo è l’ultima frase della nuova norma. Il divieto vale infatti a prescindere dal fatto che l’attività configuri o meno insider trading o compravendita di titoli secondo le leggi in vigore. Ed è proprio qui che sta il punto, perché l’applicazione delle regole sull’insider trading ai mercati predittivi è sempre stata una questione tutt’altro che limpida, per usare un eufemismo.
Le principali piattaforme di previsione vietano già questa pratica nei loro termini di servizio, ma far rispettare quel divieto si è rivelato tutt’altro che semplice. Con il nuovo testo Apple sposta quindi l’asticella oltre il classico trading di titoli e mette nero su bianco che i dipendenti non possono usare informazioni riservate per scommettere su questi mercati, anche quando quelle operazioni non verrebbero considerate insider trading dal punto di vista legale.
Fonte: TecnoAndroid


