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È finito in manette un uomo di 48 anni originario della Cina continentale, accusato di aver distrutto a colpi di mattone e sbarra di ferro l’ingresso dell’Apple Store di Macao che si trova all’interno di The Londoner Macao. A fermarlo è stata la Polizia Giudiziaria di Macao, che lo ha bloccato al valico di Qingmao qualche giorno dopo i fatti. L’uomo, identificato soltanto con il cognome Wang, stava provando a rientrare nella regione dopo essere scappato oltre confine subito dopo l’attacco al negozio.
L’episodio risale al 27 settembre, intorno alle 12:30, in pieno periodo di lancio di un nuovo modello di iPhone. Nelle ore successive un video dell’aggressione ha iniziato a circolare parecchio sui social network, anche se la provenienza di quelle immagini non è stata verificata in modo indipendente. Fatto sta che il punto vendita si è ritrovato con la vetrata d’ingresso in frantumi in pieno giorno, proprio nei giorni in cui l’attenzione attorno ai negozi della Mela è più alta del solito.
Apple Store di Macao: un mattone, poi una sbarra di ferro
Stando alla ricostruzione degli investigatori, Wang avrebbe cominciato colpendo il vetro con un mattone. Quando questo si è rotto, l’uomo è passato a una sbarra di ferro lunga circa 30 centimetri e ha continuato a infierire sull’entrata. Tutto si sarebbe consumato in meno di cinque minuti. Un lasso di tempo piuttosto breve ma sufficiente a provocare danni pesanti, visto che la direzione dello store ha stimato il costo della sola entrata in vetro in circa 300.000 patacas macanesi.
Gli inquirenti si sono concentrati anche su un dettaglio non da poco, cioè il modo in cui l’uomo si sarebbe procurato gli attrezzi. Secondo la polizia la sbarra è stata raccolta vicino a un negozio di riciclaggio nella zona di Fai Chi Kei, mentre il mattone sarebbe stato recuperato nei pressi del Macau Jockey Club, prima che Wang si dirigesse verso il negozio. Proprio questa sequenza di spostamenti ha spinto le autorità a valutare l’ipotesi di un gesto premeditato e non di una reazione improvvisa nata sul momento.
La fuga in Cina e l’arresto al rientro
Poco dopo l’assalto Wang avrebbe lasciato Macao passando dal Terminal marittimo del Porto Interno, per poi raggiungere la Cina continentale. La sua assenza però non è durata a lungo. Gli agenti sono riusciti a identificarlo e lo hanno arrestato il 3 ottobre, a sei giorni di distanza dall’accaduto, nel momento esatto in cui ha tentato di rientrare attraverso il valico di Qingmao.
Il fascicolo è stato trasmesso all’Ufficio del Pubblico Ministero di Macao e l’accusa formulata è quella di danneggiamento aggravato. Per il momento non è stato comunicato alcun esito giudiziario definitivo e la vicenda prosegue quindi sul piano processuale.
Sul movente, invece, la polizia ammette di non avere ancora un quadro chiaro. Gli investigatori non hanno trovato elementi che facciano pensare a un Wang in fila per comprare il nuovo smartphone appena uscito, e qualsiasi collegamento tra il raid e il lancio del prodotto al momento non ha trovato conferme. Insomma, la coincidenza con il debutto del nuovo iPhone c’è, ma nessuno ha potuto dimostrare che abbia avuto un ruolo nella vicenda. Con il caso ormai nelle mani della procura, né Apple né The Londoner Macao hanno annunciato modifiche alle proprie politiche di sicurezza in seguito all’attacco.
Fonte: TecnoAndroid


