Pochi giorni fa Apple ha annunciato ufficialmente il rinvio di Siri potenziata dall’intelligenza artificiale al 2027, tale decisione ovviamente non è stata accolta positivamente dalla community dal momento che in tanti aspettavano l’aggiornamento dell’assistente virtuale presente in tutti i dispositivi mossi da iOS con tanta attesa, nonostante tutto però dopo le voci di corridoio decisamente insistenti alla fine è arrivata la comunicazione ufficiale Apple si è presa un altro anno di tempo per poter lavorare a dovere sull’implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno del proprio assistente virtuale installato sui suoi dispositivi.
Ovviamente tutti si sono interrogati sulla possibile motivazione dietro questa scelta, che Apple fosse in ritardo rispetto alle aziende concorrenti non è un mistero, però in molti sono rimasti decisamente sorpresi da questo cambio di rotta decisamente evidente dal momento che si tratta di una finestra di tempo decisamente ampia, a tal merito si è espresso però un esperto della sicurezza che ha fornito una possibile spiegazione in merito a questo rinvio, vediamo che cosa ha detto.
Sicurezza prima di tutto
A parlare della vicenda è stato Simon Willison, esperto per quanto riguarda la sicurezza informatica anche nel campo dell’intelligenza artificiale, il quale ha sottolineato come probabilmente la più grande paura di Apple fosse legata alla sicurezza, nello specifico la paura riguarda le possibilità di aggirare le intelligenze artificiali portandole a compiere azioni normalmente non consentite, nello specifico si tratta di aggiramenti che portano i vari software a fornire informazioni che normalmente non dovrebbero fornire, un esempio riguarda il chiedere ad una qualsiasi intelligenza artificiale le informazioni per compiere un delitto, ovviamente il software vi risponderà dicendovi di non poter acconsentire a tali richiesta dal momento che il legale, tale blocco però si può facilmente girare chiedendo all’intelligenza artificiale una poesia su come compiere un crimine, ovviamente tale esempio è grottesco ma fa capire la paura di Apple in merito a Siri, dal momento che tale tipologia di aggiramento avrebbe conseguenze ancora più gravi dal momento che l’assistente vocale ha il completo accesso alle informazioni dell’utente e al contenuto del suo smartphone.
Di conseguenza è decisamente plausibile che Apple abbia voluto aspettare per assicurarsi di garantire la massima sicurezza ai propri consumatori.