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Apple cresce ovunque mentre il mercato smartphone crolla

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Le vendite di smartphone stanno calando quasi ovunque, eppure Apple continua a crescere: è questo il quadro che emerge da una serie di report firmati Counterpoint Research, che hanno passato al setaccio India, America Latina, Europa e Cina. Quattro mercati diversissimi tra loro, con un denominatore comune poco incoraggiante, e un’unica azienda che riesce a guadagnare terreno mentre tutto il resto arretra.

Il caso indiano è forse il più eloquente. Tra la fine di marzo e i primi giorni di agosto le vendite nel Paese sono risultate inferiori del 14% rispetto allo stesso periodo del 2025, con tre settimane consecutive di segno negativo una volta esaurite le grandi promozioni di luglio. In quel contesto Apple ha fatto meglio di chiunque altro, con una crescita del 15% che Counterpoint attribuisce alla domanda solida per iPhone 17 e alle offerte pensate per rendere il prodotto più accessibile. Samsung e OPPO, per confronto, si sono fermate entrambe a un più 4%.

India e America Latina, promozioni che spostano solo il calendario

Gli analisti insistono su un punto interessante: le campagne promozionali non stanno allargando il mercato, si limitano a spostare la domanda dalle settimane precedenti e successive. Un gioco a somma zero, insomma. Con i prezzi in generale aumento, Counterpoint prevede che il mercato indiano chiuda il 2026 con un calo intorno al 13%.

In America Latina le spedizioni sono scese del 10% nel secondo trimestre, il peggior arretramento su base annua dal terzo trimestre del 2023. Anche qui soltanto due marchi hanno chiuso in positivo: Apple con più 5% e Samsung con più 6%. Motorola, HONOR e Xiaomi hanno invece perso quota. La spiegazione della crescita di Cupertino sembra risiedere nella scelta di assorbire l’aumento dei costi dei componenti invece di scaricarlo sui listini, una mossa che ha permesso all’azienda di arrivare a controllare circa il 51% di tutto ciò che nella regione viene venduto sopra i 550 euro.

Europa alla pari con Samsung, Cina in affanno

Il capitolo europeo racconta una storia simile ma con numeri ancora più netti. Le spedizioni sono calate del 10% fermandosi a 35 milioni di unità, il secondo trimestre più debole degli ultimi tre anni. In questo scenario Apple ha aggiunto nove punti percentuali di quota di mercato, raggiungendo la parità con Samsung: entrambe al 34%, con Xiaomi terza al 15% e nessun altro marchio sopra il 4%. Le previsioni parlano di ulteriori flessioni man mano che le scorte si assottigliano, ma Counterpoint si aspetta che Apple continui a fare meglio della media del settore.

Diverso il discorso in Cina, dove il mercato ha perso l’8,6% nelle prime 30 settimane dell’anno e il ritmo del calo è tornato a doppia cifra una volta concluso il festival dello shopping 618. Le vendite di Apple hanno rallentato da luglio in poi, complice il ritiro degli sconti nei canali retail e una domanda estiva già ampiamente bruciata durante le promozioni. Gli analisti si aspettano che questa fase di stanca duri fino all’arrivo della nuova gamma. A guidare il mercato cinese è stata invece Huawei, stabilmente sopra un quinto delle vendite settimanali da aprile.

Memorie care e listini in salita fino al 2028

Sullo sfondo c’è un problema che riguarda tutti i produttori: la scarsità di memorie e i prezzi elevati dei componenti, destinati secondo Counterpoint ad accompagnare tutto il resto del 2026. La ripresa, stando alle stime, difficilmente arriverà prima del 2028. Un orizzonte lungo, che spiega perché diversi marchi abbiano preferito ritoccare i listini verso l’alto piuttosto che comprimere i margini.

Per Apple il prossimo appuntamento è fissato a settembre, quando è atteso il debutto della nuova famiglia di melafonini con iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il pieghevole battezzato “iPhone Ultra”.

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