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Anthropic ha annunciato la nascita dell’Anthropic Public Benefit Fund, una struttura creata per redistribuire una parte dei profitti generati dall’intelligenza artificiale. La notizia ha avuto un’eco immediata e ha spinto Elon Musk a intervenire con una visione molto diversa, accompagnata da una promessa rivolta a tutti i bambini degli Stati Uniti. Le due posizioni partono dallo stesso presupposto, cioè che la ricchezza prodotta dall’IA vada in qualche modo condivisa, ma si allontanano parecchio quando si tratta di decidere come farlo. L’azienda ha presentato l’iniziativa con parole piuttosto nette: «È comune che le aziende tecnologiche offrano compensi progressivi ai propri dirigenti. Noi, al contrario, indirizziamo questi capitali verso il bene pubblico».
Come funziona il fondo voluto da Anthropic
Dal punto di vista giuridico il nuovo fondo è una LLC, ovvero una Limited Liability Company, una forma societaria statunitense che in questo caso appartiene interamente ad Anthropic. L’idea alla base è abbastanza lineare e prevede di destinare una quota degli utili a persone in difficoltà oppure a realtà che operano nell’interesse pubblico. La società ha spiegato di poter valutare «donazioni importanti a organizzazioni senza scopo di lucro tradizionali o distribuzioni dirette a popolazioni specifiche», aggiungendo poco dopo che «l’impatto sul mercato del lavoro ne è un esempio».
Il riferimento non è casuale. L’intelligenza artificiale rischia di cancellare molti posti di lavoro in alcuni settori e l’obiettivo dichiarato è sostenere economicamente chi verrà colpito da questi cambiamenti. Non si parla però di un reddito universale. Le risorse verrebbero assegnate in situazioni mirate, caso per caso. La società ha anche voluto mettere in chiaro che questa entità non sarà «in alcun modo utilizzata a fini di lobbying o di finanziamento politico, né negli Stati Uniti né all’estero».
C’è poi la questione dei numeri. Con questo annuncio quasi il 20% delle azioni di Anthropic finirà destinato all’interesse generale. Se gli azionisti daranno il via libera, il 5% dei titoli sarà assegnato al nuovo fondo, una quota che potrebbe crescere ulteriormente in base alla valutazione dell’azienda.
La promessa di Elon Musk sulle azioni SpaceX
Elon Musk la vede in un altro modo. Il patron di SpaceX non ha alcuna intenzione di finanziare le ONG, perché a suo dire alcune di queste difendono interessi politici o economici. Rispondendo direttamente al post pubblicato su X da Anthropic per presentare l’iniziativa, l’imprenditore ha illustrato la propria idea sulla redistribuzione dei guadagni dei grandi fornitori di IA, lanciando una promessa che ha sorpreso più di qualcuno.
Secondo Musk, le aziende che sviluppano intelligenza artificiale dovrebbero «dare le azioni direttamente al pubblico», senza intermediari come le organizzazioni non governative o altri enti che si presentano come impegnati nel bene comune. Subito dopo è arrivato l’annuncio vero e proprio: «L’anno prossimo darò una delle mie azioni SpaceX a ogni bambino in America. Sarà la prima di una lunga serie».
Ecco allora che le due proposte si incontrano sull’obiettivo e si dividono sul metodo. Da una parte c’è un fondo che interviene in modo indiretto, sostenendo enti e categorie specifiche. Dall’altra c’è l’idea di consegnare quote societarie direttamente alla popolazione, partendo dai più giovani.
L’iniziativa di Musk avrebbe un peso economico enorme. Secondo le stime, il regalo promesso ai bambini americani varrebbe circa 10,66 miliardi di dollari, pari a quasi 9 miliardi di euro, una cifra calcolata sulla base del prezzo di chiusura del titolo SpaceX e del numero di bambini che vivono negli Stati Uniti.
Fonte: TecnoAndroid


