Dopo settimane di attesa, Android 17 è finalmente arrivato in forma stabile su tutti gli smartphone e i tablet della gamma Pixel compatibili. Google ha avviato la distribuzione facendola coincidere con l’aggiornamento mensile di giugno 2026, rispettando quella programmazione rivista lo scorso anno che ha spostato il debutto delle nuove versioni del sistema operativo proprio a giugno. Il rilascio chiude un ciclo di sviluppo partito il 13 febbraio con la Beta 1, il primo dall’introduzione del canale Android Canary che ha mandato in pensione le vecchie Developer Preview.
Niente stravolgimenti vistosi sul fronte estetico, va detto subito. Le novità più appariscenti, come già successo in passato, arriveranno probabilmente più avanti con Android 17 QPR1, il cui ciclo di test è già in corso e siamo arrivati alla Beta 4. Questa è la prima versione ufficiale e stabile, quella che apre le danze e che sarà seguita nei prossimi mesi dai consueti aggiornamenti trimestrali e dai Pixel Feature Drop.
L’aggiornamento di giugno raggiunge stavolta tutti i dispositivi supportati, inclusi i Pixel 6 e i Pixel 7 che a maggio erano rimasti a bocca asciutta. Su Google Pixel 10 Pro XL pesa 1,54 GB e arriva con la build CP2A.260605.012, andando a sostituire la precedente CP1A.260505.005 basata su Android 16 QPR3. La distribuzione parte oggi per alcuni utenti e proseguirà nel corso della settimana, con tempi che variano a seconda di operatore e modello.
Patch di sicurezza, Pixel Drop e il dolcetto CinnamonBun
Insieme al major update arrivano anche le patch di sicurezza aggiornate a giugno 2026. Dopo un paio di mesi piuttosto scarni, il bollettino torna corposo e mette in fila la risoluzione di 123 CVE per i dispositivi Android, di cui diciotto classificate come critiche, più altre 41 CVE specifiche per i Pixel, undici delle quali critiche.
Sul fronte delle correzioni, l’elenco è lungo e tocca un po’ tutto. Sistemati i problemi di instabilità con i dispositivi audio Bluetooth, le ricariche wireless lente quando la batteria stava tra il 75% e l’80%, vari blocchi della fotocamera durante lo zoom in fase di registrazione e diversi crash del Pixel Launcher. Tra le altre cose, anche un fastidioso punto bianco lampeggiante che compariva in alto sullo schermo su alcuni modelli più recenti.
Come da tradizione, c’è il Pixel Drop ad accompagnare il tutto, con nuove funzioni che rendono i dispositivi più personalizzabili, insieme a Wear OS 7. E poi il nome in codice. Ogni versione di Android porta con sé un dolcetto la cui iniziale segue l’alfabeto inglese, e quello scelto stavolta è il CinnamonBun, la girella alla cannella. L’easter egg resta sul tema spaziale, con un logo che si compone a partire da una costellazione di 17 stelle e linee viola che ne disegnano il contorno.
Sotto la scocca le modifiche sono parecchie. Android 17 sale alle API di livello 37, contro le 36 della versione precedente, e introduce tante nuove funzioni. Tra le novità raccontate da Google nel corso delle quattro Beta principali ci sono le app adattabili a tutto schermo, le nuove funzioni multimediali e fotografiche, la nuova API Handoff per la funzionalità Continua su, le bolle di app, un selettore del colore di sistema e uno per i contatti. Spazio anche a miglioramenti per connettività, servizi cross device, privacy e prestazioni, oltre alla possibilità di nascondere il nome utente delle app dalla schermata. Trattandosi di una versione disponibile anche in forma AOSP, alcune di queste funzioni potranno arrivare pure sui dispositivi di produttori terzi.