In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Lontano dalle trajineras colorate e dai percorsi turistici, nella zona sud di Città del Messico, Amazon ha portato un progetto ambientale in un luogo che pochi visitatori conoscono davvero, ossia i canali più dimenticati di Xochimilco. Si tratta dei cosiddetti apantles, piccoli corsi d’acqua che attraversano le chinampas, le parcelle dove gli agricoltori praticano ancora tecniche di coltivazione di origine preispanica. In uno di questi appezzamenti il colosso americano partecipa a un’iniziativa pensata per contrastare un problema che affligge la zona da decenni, cioè l’inquinamento dell’acqua e i danni che provoca alle coltivazioni.
Migliorare la qualità di questi canali richiede soluzioni costruite su misura per l’ecosistema. Una di queste passa dai biofiltri, sistemi che sfruttano materiali porosi e vegetazione acquatica per abbattere la presenza di contaminanti. A spiegarlo è Swetank Gupta, alla guida dei progetti di sostenibilità di Amazon per l’America Latina. Prima dell’installazione si analizza la composizione dell’acqua e si individuano gli inquinanti presenti. Partendo da questi dati vengono scelti i materiali filtranti, come il tezontle, insieme alle piante acquatiche più adatte a ciascun intervento. L’obiettivo è rendere gradualmente più pulita l’acqua usata per irrigare i campi, dove l’iniziativa punta anche a recuperare il chile chicuarote, una varietà nativa di Xochimilco che oggi rischia di scomparire.
Perché Amazon ha scelto Xochimilco
La società partecipa attraverso un’alleanza con organizzazioni e produttori locali, nell’ambito dei suoi impegni legati alla conservazione dell’acqua. Gupta ricorda che l’azienda ha diversi obiettivi ambientali tra decarbonizzazione, risorse idriche e rifiuti, ma anche l’intenzione di collaborare con le comunità dei luoghi in cui opera. Questo progetto in particolare riunisce molti di quegli elementi, a cominciare dal valore che Xochimilco ha per la capitale e per la società messicana, trattandosi di un’area di origine preispanica con un enorme patrimonio culturale.
Il lavoro sul campo è affidato a Rutas, organizzazione che collabora direttamente con le comunità chinampere. Con questi interventi di biofiltrazione si arriva a circa 7.000 metri cubi di acqua trattata all’anno. Rispetto a un impianto convenzionale non è una quantità enorme, ammette Gupta, ma va considerata la natura degli apantles, canali molto stretti. C’è poi un aspetto pratico, perché Città del Messico è uno dei luoghi in cui Amazon concentra buona parte delle sue attività e lavorare a Xochimilco significa stare vicino alle comunità in cui l’azienda è presente.
Sul rapporto tra una multinazionale tecnologica e chi coltiva con metodi ancestrali, il manager insiste sull’azione collettiva. Nessuna impresa o comunità può ottenere da sola i cambiamenti necessari per affrontare le sfide del clima e della natura, e per questo servono governi, organizzazioni e altre aziende. Le comunità conoscono il proprio territorio e sanno come lavorarlo. Il compito dell’azienda, secondo Gupta, è sostenerle e offrire ciò che può, senza arrivare a spiegare loro come fare le cose. Sul piano personale lo affascina scoprire il volto agricolo e storico di Xochimilco, immaginare com’era il luogo 500 anni fa, prima dell’arrivo degli spagnoli, e chiedersi cosa succederebbe se le chinampas venissero recuperate, anche senza tornare a sfamare l’intera città come accadeva un tempo.
Gli altri progetti idrici in Messico e i numeri del chicuarote
Xochimilco non è un caso isolato. A Città del Messico, Monterrey e Querétaro Amazon impiega la tecnologia di AWS e l’intelligenza artificiale per ridurre le perdite nelle reti di distribuzione, grazie a valvole intelligenti che regolano in automatico la pressione e limitano gli sprechi dovuti alle fughe. In Jalisco invece collabora con l’organizzazione Toroto su progetti di riforestazione e soluzioni naturali che favoriscono la ritenzione e l’infiltrazione dell’acqua per ricaricare le falde. Nel complesso queste iniziative permettono di risparmiare o restituire circa 4 miliardi di litri d’acqua all’anno.
Per quanto riguarda il chile chicuarote, il progetto conta finora più di 300.000 semi selezionati e oltre 10.000 piantine prodotte o in fase di distribuzione, con un obiettivo di raccolto pari a 1,5 tonnellate. La fase successiva prevede di rafforzare la rete dei produttori chinamperi e di stringere accordi di vendita diretta con i ristoranti, così che la coltivazione di questa varietà diventi anche una fonte di reddito per le famiglie di Xochimilco.
Fonte: TecnoAndroid


