L’Alfa Romeo 8C è una di quelle auto che accende gli occhi degli appassionati appena la si vede, ma non tutti sono disposti a inginocchiarsi davanti alla sua fama. A rompere il coro degli entusiasti è arrivato Ben Collins, il pilota britannico che per anni ha indossato la tuta bianca dello Stig di Top Gear. In una recente intervista ha sganciato una frase pesante, definendo la 8C l’auto più sopravvalutata che gli sia mai capitato di guidare.
Non è un giudizio da poco, considerando chi lo pronuncia. Stiamo parlando di una sportiva prodotta in soli 500 esemplari, con linee che sembrano scolpite a mano e un V8 aspirato di derivazione Ferrari sotto il cofano. Tutti ingredienti che, di solito, bastano e avanzano per trasformare una vettura in oggetto da collezione. Eppure Collins ha voluto guardare oltre l’apparenza.
Il V8 conquista, il telaio molto meno

Va detto subito che il pilota non ha demolito tutto. Anzi, il design della 8C gli piace eccome, e il V8 aspirato da 4,7 litri lo ha stregato per la sua colonna sonora, definita eccezionale. Il problema salta fuori quando si mette il piede sull’acceleratore per davvero.
Collins racconta di una prova fatta tra le strade delle Alpi svizzere, durante le riprese di Top Gear insieme a Jeremy Clarkson. Bastavano le prime frenate serie, quelle prima delle curve più strette, per fargli percepire qualcosa che non tornava nel retrotreno. La sensazione, spiega, era quella di avere due assi che non andavano d’accordo, che lavoravano ciascuno per conto proprio. E in una sportiva questo è un peccato mortale, perché rovina proprio la precisione e la fiducia che il telaio dovrebbe trasmettere a chi sta al volante.
Meglio la Maserati GranTurismo
Il paragone più interessante arriva quando Collins tira in ballo la Maserati GranTurismo di prima generazione. Le due auto, sulla carta, sono parenti strette. Condividono il V8 Ferrari-Maserati e una base progettuale praticamente sovrapponibile. Eppure, secondo l’ex Stig, su strada raccontano due storie diverse.
La GranTurismo, dice, è riuscita a sfruttare molto meglio quella base tecnica, soprattutto grazie a una messa a punto più riuscita. La considera una vettura più equilibrata e, per questo motivo, la preferisce senza troppi giri di parole all’8C. Una differenza che lo ha colpito parecchio, proprio perché le due italiane partivano da così vicino.
Una bellezza che non basta
Il punto, insomma, non è l’estetica. Su quella Collins non ha nulla da ridire, la trova spettacolare ancora oggi. Il discorso è un altro. Per chi ha passato anni a spremere sportive e supercar fino al limite, il bel design e il rombo giusto non possono coprire un comportamento dinamico che convince poco.
Ed è qui che la sua opinione pesa più di quella di un semplice appassionato. Collins ha vestito i panni dello Stig per circa otto anni, salendo su centinaia di auto ad alte prestazioni e valutandole soprattutto per equilibrio, reazioni e capacità di dare sicurezza a chi guida.
La sua bocciatura dell’Alfa Romeo 8C resta comunque una valutazione personale, di quelle destinate a scatenare discussioni infinite. Perché per una fetta enorme di appassionati la 8C rimane una delle Alfa più belle e rare di sempre, e certe critiche difficilmente riusciranno a scalfire quell’aura.









