Vai al contenuto
Offerte

A Tavola Senza Schermi, a Cagliari 15 ristoranti per le famiglie

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

A Cagliari è partita un’iniziativa che parla direttamente alle famiglie e al loro rapporto quotidiano con la tecnologia. Si chiama A Tavola Senza Schermi e coinvolge 15 ristoranti pronti a proporre pasti senza dispositivi, con un invito rivolto soprattutto a bambini e adolescenti. L’idea è che smartphone e tablet restino da parte almeno per il tempo di un pranzo o di una cena, lasciando spazio a qualcosa che sembra ovvio ma che spesso ovvio non è: parlarsi.

Dietro la proposta c’è un obiettivo molto concreto. Mettere via lo schermo mentre si mangia fuori serve a riscoprire il piacere di passare del tempo insieme e di chiacchierare con mamma e papà senza notifiche, video o giochi a fare da sottofondo. Il punto non è demonizzare i dispositivi ma restituire al momento del pasto la sua funzione più antica, quella di occasione di incontro. In famiglia la tavola è da sempre il luogo del racconto della giornata, delle domande e anche delle discussioni, e il progetto prova a riportarla proprio lì.

Perché i ristoranti di Cagliari scelgono di spegnere gli schermi

Il cuore dell’iniziativa sta in due parole che ricorrono nella presentazione: dialogo e socialità. Sono i valori che A Tavola Senza Schermi intende favorire all’interno dei nuclei familiari, partendo da un contesto informale e piacevole come quello del ristorante. Fuori casa, del resto, il pasto diventa spesso un piccolo evento, un momento in cui si sceglie di stare insieme in modo diverso dal solito. Ed è proprio in quel momento che lo smartphone rischia di trasformarsi in un ospite di troppo, capace di isolare ciascuno nel proprio schermo pur restando seduti allo stesso tavolo.

La scelta di coinvolgere i locali, anziché limitarsi a un appello generico, dà al progetto una dimensione pratica. Non si tratta di un consiglio rivolto ai genitori e lasciato lì, ma di un’esperienza proposta direttamente dai ristoratori che aderiscono. I 15 esercizi coinvolti diventano così una sorta di presidio, spazi in cui il pranzo o la cena senza dispositivi viene suggerito in modo esplicito ai più giovani e alle loro famiglie.

Il ruolo della garante e di Fipe Confcommercio Sardegna

A presentare l’iniziativa a Cagliari è stata Anna Cau, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, figura istituzionale che si occupa di tutelare i diritti e il benessere dei minori. Accanto a lei c’è Fipe Confcommercio Sardegna, l’associazione che rappresenta i pubblici esercizi e che ha collaborato alla nascita del progetto. L’incontro tra un’istituzione dedicata ai più giovani e il mondo della ristorazione è forse l’aspetto più interessante della proposta, perché unisce l’attenzione educativa alla rete concreta dei locali presenti sul territorio.

Va sottolineato che si tratta di un progetto sperimentale. La formula scelta indica una fase di prova, un primo passo con un numero definito di partecipanti. I ristoranti sardi che hanno aderito sono per ora 15 e rappresentano il banco di prova dell’iniziativa, pensata per favorire il dialogo tra genitori e figli proprio nel momento in cui ci si siede a tavola.

Il messaggio di fondo resta semplice. Per la durata del pasto smartphone e tablet vengono lasciati da parte e bambini e ragazzi sono invitati a dedicare quel tempo a mamma e papà, nelle 15 sale che a Cagliari hanno scelto di partecipare ad A Tavola Senza Schermi.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
36 Condivisioni