I telefoni compatibili con il WiFi 7 sono ancora un club piuttosto ristretto, e questo è il vero nodo della questione. I router che sfruttano il nuovo standard sono già sugli scaffali dei negozi, pronti a offrire prestazioni da record, ma comprarne uno oggi ha senso solo se anche lo smartphone in tasca è all’altezza. Ed è proprio qui che casca l’asino: la maggior parte dei dispositivi usati ogni giorno, per quanto costosi, non riesce a sfruttare fino in fondo questa tecnologia.
Il collo di bottiglia, insomma, non è più il router. Quello può raggiungere picchi di velocità teorica davvero notevoli. Il problema sta nel dispositivo finale, che sia un telefono, un portatile o un tablet. Perché la differenza si senta davvero, serve il chip giusto dentro allo smartphone, capace di gestire le tecnologie complesse che il nuovo standard porta con sé. Tradotto in parole povere, un modello di due o tre anni fa, anche se era il top di gamma del suo tempo, sta di fatto frenando tutto il potenziale della rete.
Cosa cambia davvero rispetto alle generazioni precedenti
Il nome tecnico è IEEE 802.11be, ma quello che conta è capire cosa fa. La cosa più interessante del WiFi 7 non è tanto l’aumento della velocità massima, che pure c’è e si vede, quanto il modo in cui gestisce la banda e il traffico. Due sono le tecnologie che ribaltano il tavolo: il Multi-Link Operation, o MLO, e i canali da 320 MHz.
L’MLO permette a un dispositivo di collegarsi contemporaneamente a più bande di frequenza, ovvero 2.4 GHz, 5 GHz e 6 GHz, scegliendo la migliore per ogni singola operazione oppure combinandole tutte insieme. È come se il telefono potesse scaricare dati su due strade diverse allo stesso tempo, raddoppiando la capacità e guadagnando in stabilità. I canali da 320 MHz, invece, sono grandi il doppio rispetto a quelli del WiFi 6E e offrono uno spazio enorme per far viaggiare i dati, arrivando in teoria fino a 46 Gbps. Fino a poco tempo fa un numero simile per una rete casalinga era pura fantascienza.
La lista completa degli smartphone compatibili
Il passaggio al nuovo standard dipende dall’integrazione di modem e chip di connettività dentro i processori di fascia alta, quelli firmati Qualcomm, MediaTek o Samsung. Per questo la compatibilità resta per ora limitata ai modelli più premium e, soprattutto, a quelli di ultima generazione. La conseguenza pratica è una scelta strategica al momento dell’acquisto, perché chi investe in un router WiFi 7 dovrebbe assicurarsi che anche il prossimo telefono lo supporti, altrimenti la spesa non ha molto senso.
Ecco i dispositivi che al momento montano il WiFi 7. Per Apple: iPhone 16, iPhone 16 Plus, iPhone 16 Pro, iPhone 16 Pro Max, iPhone 17, iPhone 17 Air, iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max. Per Google: Pixel 8, Pixel 8 Pro, Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. Honor mette in campo Honor 400 Pro, Magic7 Pro, Magic8, Magic8 Pro e Magic V6, mentre Huawei si affida a Mate 70 Air e Pura 80 Ultra.
Motorola contribuisce con Razr 70 Plus, Razr Fold e Edge 70 Max. Nothing porta il suo Phone (3). OnePlus schiera OnePlus 13, 13R, 13s, 15 e 15R, Oppo risponde con Find X9 e Find X9 Pro, Realme con GT 7, GT 7 Pro e GT 8 Pro. La famiglia Samsung è la più numerosa e comprende Galaxy S24 Ultra, S25, S25+, S25 Ultra, S25 Edge, S26, S26+, S26 Ultra, Z Flip7, Z Fold7, Z Flip8, Z Fold8 e Z Fold8 Ultra.
A completare il quadro ci sono Sony con Xperia 1 VII, Vivo con X200 Pro, X200 Ultra, X300, X300 Pro e X300 Ultra, poi Xiaomi con una lunga lista che va da Xiaomi 14, 14T Pro, 15, 15 Ultra, 15T Pro, 17, 17 Pro, 17 Pro Max e 17 Ultra, fino ai Poco F7, F7 Pro, F7 Ultra e F8 Ultra. Chiude ZTE con i nubia RedMagic 10 Pro, RedMagic 11 Pro e Z80 Ultra.
Curiosamente, alcuni modelli anche recenti restano fuori dalla lista, come i Redmi Note 17, il Nothing Phone (4a) Pro o gli Oppo Reno 16. Il lavoro dei produttori è migliorato parecchio, questo va detto, ma la strada da fare è ancora lunga. Comprare un router WiFi 7 con un telefono di tre anni fa è un po’ come prendere una supercar per andare su una pista sterrata, la potenza c’è tutta ma il terreno non la lascia esprimere. La mossa più sensata è aspettare che il prossimo smartphone di fascia alta integri ufficialmente il WiFi 7 e solo a quel punto puntare sul router nuovo, così prestazioni e portafoglio vanno finalmente di pari passo.


