Steam Machine rischia di costare di più, e la ragione va cercata in una crisi delle memorie che proprio non vuole saperne di allentarsi. A dirlo è stato l’ingegnere di Valve Yazan Aldehayyat, che ha messo il dito su una questione tutt’altro che marginale per chi aspetta la nuova console. I componenti hardware continuano a rincarare, e questo si traduce in un possibile aumento di prezzo del dispositivo.
Il punto delicato riguarda proprio i numeri che oggi appaiono sui listini. Secondo Aldehayyat, quelle cifre non fotografano la situazione reale del mercato all’ingrosso, ma arrivano con un ritardo che oscilla tra i tre e i sei mesi. In pratica, quello che paghiamo adesso rispecchia un passato ormai superato dai fatti. E Valve, in qualità di produttore, ha già davanti agli occhi i prezzi attuali. Sa dunque bene come stanno andando davvero le cose, e la fotografia non è affatto rassicurante.
Un rincaro che potrebbe pesare sulle vendite
Molti utenti percepiscono già la piattaforma come troppo costosa, e questo rende il quadro ancora più complicato. La sensazione, leggendo tra le righe delle parole dell’ingegnere, è che Valve possa ritrovarsi costretta ad annunciare un ritocco verso l’alto. Non sarebbe una novità nel settore, del resto. Sony, Microsoft e Nintendo hanno percorso la stessa strada negli ultimi tempi, alzando i prezzi dei loro prodotti proprio per far fronte alle stesse pressioni sui costi.
E c’è di più, perché non sarebbe nemmeno la prima volta per l’azienda stessa. Valve ha ammesso di aver valutato inizialmente una cifra più bassa per Steam Machine, salvo poi cambiare idea e optare per un listino superiore proprio a causa della crisi delle memorie. Un dietrofront maturato mentre i costi salivano, che la dice lunga su quanto la situazione fosse già tesa in fase di progettazione.
Il mercato tornerà alla normalità?
Nonostante un prezzo di lancio tutt’altro che amichevole, il debutto di Steam Machine è andato meglio delle previsioni. Un risultato interessante, se si considera che il listino non giocava certo a favore. Il problema è che un ulteriore aumento potrebbe incidere in maniera pesante sulle vendite del dispositivo, spostando l’ago della bilancia per una fetta di potenziali acquirenti già indecisi.
Aldehayyat non chiude del tutto la porta all’ottimismo. A suo avviso il mercato prima o poi potrebbe ritrovare un suo equilibrio, con i prezzi destinati a tornare su livelli più sostenibili. In caso contrario, però, il rischio è quello di abituarsi a una normalità piuttosto bizzarra, fatta di rincari continui e di previsioni che cambiano di mese in mese. Tutto dipenderà da come si evolverà la crisi delle memorie, un fattore su cui né Valve né gli altri produttori hanno un vero controllo diretto.