C’era un Mac Pro mai visto, con un cuore Intel, che Apple aveva sviluppato prima di mandare tutto in soffitta. Sembra un controsenso, considerando che l’azienda ormai vive di silicio fatto in casa, eppure è proprio questa la rivelazione più curiosa emersa in questi giorni. A marzo la mela morsicata aveva chiuso ufficialmente il capitolo, togliendo la macchina dal sito e indirizzando chi cercava potenza verso il Mac Studio. Ma dietro quella decisione, a quanto pare, c’era una storia più complicata di quanto sembrasse.
Secondo quanto raccontato da Mark Gurman nella sua newsletter Power On, abbandonare il Mac Pro non era affatto il piano originale dentro Apple. Anzi. L’idea di partenza prevedeva un chip battezzato Extreme, pensato per sedersi un gradino sopra la già muscolosa versione Ultra. E qui arriva il primo dettaglio interessante. A quanto risulta, l’azienda avrebbe sviluppato sia un M2 Extreme sia un M3 Extreme, salvo poi accantonare entrambi i progetti. I motivi? Costi troppo alti e una domanda che, evidentemente, non giustificava lo sforzo.
Due modelli fantasma: J170 e J190
Sul fronte hardware vero e proprio, il quadro si fa ancora più intrigante. In cantiere c’erano due macchine, mai arrivate sul mercato, identificate dai nomi in codice J170 e J190. La prima è quella che fa alzare il sopracciglio: un Mac Pro con processore Intel, pensato per rispondere a esigenze molto specifiche. Sì, avete letto bene, un modello Intel proprio mentre Apple stava spingendo a tutta forza sui suoi chip proprietari. Un piano B, forse, per non lasciare scoperti certi professionisti abituati a quel tipo di architettura.
La seconda macchina, la J190, era invece una versione con chip M3 Ultra. Doveva debuttare in coppia con il Mac Studio M3 Ultra all’inizio del 2025, ma qualcosa lungo la strada si è inceppato e il progetto è finito nel cassetto insieme all’altro. Due strade parallele, entrambe interrotte prima del traguardo.
Cosa aspettarsi ora dalla gamma desktop
Guardando avanti, le prospettive per il ritorno del Mac Pro non sono rosee. Difficile, se non impossibile, che Apple decida di rispolverare quella linea nel breve periodo. Il futuro, semmai, passa dal Mac Studio. Sono infatti attesi nuovi modelli equipaggiati con il chip M5 Ultra, che potrebbero arrivare già nell’autunno di quest’anno. Una mossa che sposta definitivamente il baricentro della potenza professionale su una macchina più compatta e, presumibilmente, più adatta alle strategie industriali dell’azienda.
La chiusura ufficiale, arrivata a marzo, ha comunque segnato la fine di un’epoca. Per chi aveva amato il Mac Pro, quella torre imponente e modulare che rappresentava il massimo dell’ambizione desktop, si è trattato di un addio amaro. I segnali si vedevano da tempo, va detto. Il progressivo spostamento verso Apple Silicon aveva già ridimensionato il ruolo di una macchina pensata in un’altra era tecnologica. Restava però quel legame affettivo, quel senso di appartenenza che solo certi prodotti riescono a costruire nel tempo.