I nuovi Pixel 11 di Google iniziano a mostrare le carte con un certo anticipo, e la comparsa di ben sei varianti nel database della FCC lascia intuire parecchio sulla direzione presa da Big G per la prossima generazione. Mancano ancora settimane al debutto, ma i dettagli emersi dalle certificazioni permettono già di farsi un’idea abbastanza precisa, anche mettendola a confronto con quanto visto sugli attuali Pixel 10.
Cosa dicono i documenti della FCC
Sfogliando i documenti pubblicati dall’ente statunitense che si occupa delle certificazioni per i dispositivi elettronici, spuntano diversi modelli riconducibili alla gamma Pixel 11. I codici che li identificano sono GPQQ7, GUJ0N, G7SWN, GBC0H e G4HCD, ai quali va aggiunto un sesto riferimento, GZDQ6, collegato al futuro Pixel 11 Pro Fold.
Tra le voci più interessanti c’è il probabile addio ai modem Samsung usati in passato. Google sembra intenzionata a puntare sul modem MediaTek M90, una soluzione che promette connessioni più stabili grazie a tecnologie messe a punto dall’azienda taiwanese. I componenti delle generazioni precedenti erano finiti spesso sotto accusa per la scarsa stabilità del segnale e per le temperature un po’ troppo alte durante l’uso quotidiano.
Le certificazioni raccontano anche altro. Alcuni modelli della famiglia dovrebbero supportare la tecnologia NTN NB IoT sulle bande B23 e B255, un dettaglio che conferma la messaggistica di emergenza via satellite. Non tutti i dispositivi, però, saranno identici. Soltanto tre integreranno il supporto a Ultra Wideband e Thread. L’intera serie offrirà comunque compatibilità con 5G mmWave e NFC, mentre i modelli GPQQ7 e GUJ0N resteranno privi dei componenti UWB presenti nelle versioni Pro.
Design, prezzi e data di lancio
L’appuntamento da segnare sul calendario è quello del 12 agosto, quando l’evento Made by Google dovrebbe alzare il sipario ufficiale sui Pixel 11. Nel frattempo si parla già del nuovo processore Tensor G6, noto internamente come Malibu, che verrebbe realizzato con il processo produttivo a 2 nanometri di TSMC e potrebbe portare miglioramenti concreti sull’autonomia. Alcune inserzioni comparse su Amazon lasciano intendere uno storage di partenza fissato a 256 GB.
Anche l’estetica potrebbe cambiare in modo evidente. Le immagini circolate online mostrano una barra fotografica ridisegnata e la possibile introduzione di Pixel Glow, una striscia RGB che dovrebbe occuparsi di notifiche o dell’assistente Google, anche se al momento manca qualsiasi conferma ufficiale. Le versioni Pro della gamma potrebbero invece adottare gli OLED Samsung M16, così da spingersi verso livelli di luminosità più alti quando si usa il telefono all’aperto.
Sul fronte prezzi, le indicazioni parlano di un modello base attorno agli 830 euro, mentre Pixel 11 Pro dovrebbe posizionarsi sui 1.010 euro. Il Pro XL salirebbe verso i 1.190 euro, e in cima alla gamma il Pixel 11 Pro Fold arriverebbe a toccare i 1.740 euro circa. Numeri ancora da prendere con le pinze, ma che danno una prima idea del posizionamento pensato da Google per questa nuova generazione.