Claude per Windows sta mettendo a dura prova i computer di chi lo usa ogni giorno, complice un consumo di memoria che definire anomalo è quasi un eufemismo. Sui forum tecnici le segnalazioni si moltiplicano: sistemi che arrancano, applicazioni che si aprono con lentezza esasperante e, nei casi peggiori, gente che ha mollato del tutto e disinstallato il software per riavere indietro il proprio PC. Il fastidio è concreto, soprattutto per chi conta su questo strumento per lavorare.
Un processo fantasma che divora la RAM
Andando a fondo nella questione, il nodo sembra essere un processo che lavora in background e che non si spegne nemmeno quando l’app smette di macinare richieste pesanti. A finire sul banco degli imputati è una macchina virtuale Hyper-V che si tiene stretti circa 1,8 gigabyte di memoria RAM in modo praticamente costante. Il bello, si fa per dire, è che questa porzione di memoria resta bloccata anche quando l’utente vuole solo scambiare due chiacchiere testuali con l’intelligenza artificiale, senza chiedere chissà quale elaborazione.
In teoria l’architettura virtuale dovrebbe entrare in gioco soltanto con le funzioni avanzate di programmazione o nella modalità di lavoro collaborativo, per poi fare pulizia e liberare tutto a sessione conclusa. Sui sistemi Windows, però, basta avviare lo strumento anche una volta sola perché nel task manager spunti il processo chiamato Vmmem. E lì rimane: zero utilizzo del processore, certo, ma incollato a quei quasi due gigabyte di memoria volatile che non vogliono saperne di tornare disponibili.
Anthropic in silenzio mentre i forum si infiammano
Il dettaglio che fa storcere il naso è cronologico. La prima segnalazione del problema risale a febbraio, eppure nelle ultime ore il thread ha visto un’ondata di nuovi commenti e voti, con programmatori e clienti tutt’altro che contenti. Curiosamente, chi lavora con l’interfaccia a riga di comando o su altre piattaforme non riscontra nulla di tutto questo: il guaio sembra circoscritto proprio alla versione desktop pensata per il sistema operativo di Microsoft.
La richiesta che arriva dagli sviluppatori è abbastanza semplice da formulare: far sì che Claude possa girare in modalità chat anche quando l’infrastruttura virtuale non c’è o è disattivata. Non sembra una pretesa esagerata, considerando che parliamo di una semplice conversazione testuale. Eppure, al momento, da Anthropic non è arrivata né una dichiarazione ufficiale né una patch che metta una pezza alla faccenda.
E così, senza una soluzione dall’alto e senza nemmeno un trucco casalingo che riesca a domare quel consumo testardo, la via d’uscita per molti è stata la più drastica: abbandonare, almeno per ora, il software. Una scelta poco entusiasmante, va detto, ma quando il computer rallenta e il lavoro ne risente, la pazienza tende a finire in fretta.