Chi aspettava una conferma su come si giocherà a Resident Evil Veronica ora ce l’ha nero su bianco: il remake di Code Veronica annunciato da Capcom al Summer Game Fest 2026 sarà completamente in terza persona, esattamente come i remake che lo hanno preceduto. Il dubbio era legittimo, visto che il primo trailer mostrava sequenze in prima persona, ma a quanto pare si trattava soltanto di un piccolo gioco di prospettiva.
A togliere ogni incertezza ci ha pensato il producer Yoshiaki Hirobayashi durante un’intervista con Campaign Mode. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: l’intera avventura adotterà lo stesso stile di Resident Evil 2 Remake e Resident Evil 4 Remake, due titoli che ormai hanno fatto scuola. E c’è di più. Buona parte del team che ha lavorato proprio su quei due capitoli sta mettendo le mani anche su Veronica, il che garantisce una continuità che i fan non possono che apprezzare.
Perché è sparito il “Code” dal titolo
C’è poi una curiosità che in molti si erano chiesti, e cioè perché il gioco non si chiami più Code Veronica. Hirobayashi ha spiegato che la scelta segue una logica precisa, la stessa applicata agli ultimi episodi della saga, dove il suffisso è sempre composto da una sola parola o da un numero. Insomma, per restare coerenti con questo schema si è preferito asciugare il nome in un più diretto Resident Evil Veronica.
La conferma sulla telecamera in terza persona, a dirla tutta, non è una sorpresa enorme. Lo si poteva intuire già osservando il trailer, e d’altronde c’è un precedente preciso: anche Resident Evil 3 Remake usava lo stesso trucchetto nelle battute iniziali, lasciando esplorare l’appartamento di Jill in prima persona per poi passare stabilmente alla terza per tutta la durata del gioco. Una mossa scenografica più che una vera scelta di gameplay.
La strategia di Capcom sulle visuali
Da Capcom, del resto, sono arrivate da poco indicazioni piuttosto chiare su come l’azienda intende gestire la questione visuale nei futuri capitoli. L’idea è di valutare caso per caso se ricorrere alla prima o alla terza persona, scegliendo di volta in volta la soluzione più efficace per quel determinato titolo o anche solo per uno spezzone specifico di gioco.