Qi2 sugli smartphone Android resta una promessa mancata, e fa quasi rabbia pensare che a oltre tre anni dal lancio di questo standard ci sia praticamente un solo telefono Android che lo adotta davvero. Da quando è arrivato Pixel 10, il rapporto con i magneti Qi2 è diventato un misto di entusiasmo e frustrazione: bellissimo da usare, ma assurdo che nessun altro produttore abbia deciso di prenderlo sul serio. E nessuno, finora, lascia intendere che le cose stiano per cambiare.
Lo standard Qi2 con i magneti era stato annunciato all’inizio del 2023, con l’idea di portare a tutto il settore quel concetto che Apple aveva reso popolare con MagSafe. Tre anni dopo, i marchi Android continuano in gran parte a fare finta di niente. La serie Pixel 10 di Google è stata il primo vero abbraccio di Qi2 dal mondo Android, ed è stata un’esperienza eccellente. Poter usare Pixel 10 non solo con gli accessori Pixelsnap di Google, ma anche con una marea di accessori Qi2 e MagSafe, costruisce qualcosa che altrove su Android non esiste. Comunque si usi il dispositivo, qualunque custodia si scelga, tutto funziona.
Tutti gli altri sono rimasti a guardare
E poi c’è il resto del gruppo. La maggior parte dei grandi marchi Android non ha nemmeno riconosciuto l’esistenza di Qi2, e tra quelli che lo hanno fatto non si è vista una vera adozione. La serie Galaxy S26 di Samsung segna il secondo anno di fila in cui l’azienda ignora questo standard, stavolta per rendere i dispositivi un filo più sottili, dopo la scusa poco convincente dell’anno scorso secondo cui “i clienti non lo chiedono”. Samsung sta perdendo di vista il quadro più ampio, ma di questo abbiamo già parecchio parlato.
La cosa che fa impazzire è che il settore si sta muovendo in quella direzione comunque, che i produttori Android salgano sul carro oppure no. La stragrande maggioranza dei nuovi caricatori wireless punta su Qi2, e una valanga di nuovi accessori, dalle batterie portatili in poi, sta adottando questo standard in massa. Eppure ci sono letteralmente quattro telefoni Android che lo supportano in modo nativo: il quinto, HMD Skyline, ha esaurito il supporto software verso la fine dell’anno scorso, mentre il Clicks Communicator non arriverà prima della seconda parte di quest’anno.
Non basta una custodia
“Ma puoi usare una custodia.” Lo sappiamo tutti. Il problema, però, non è solo poterlo usare senza cover. I telefoni che non passano affatto a Qi2, e sono sorprendentemente tanti quelli ancora fermi a Qi 1.3.3, si perdono le velocità di ricarica più alte viste di recente e dipendono dal produttore della custodia per azzeccare l’allineamento. Almeno la dicitura Qi2 Ready mette i produttori di cover nelle condizioni di lavorare bene, con allineamento corretto e supporto Qi2.
E poi è un segnale: i marchi non stanno prendendo sul serio questo cambiamento del settore. I telefoni Samsung ancora non riescono a usare bene molti accessori Qi2 perché l’azienda si rifiuta di modificare il proprio design. È un discorso ripetuto negli ultimi anni, ma torna a galla ogni volta che una nuova batteria portatile o un nuovo accessorio Qi2 finisce sulla scrivania per una prova.
I magneti Qi2, a prescindere dal fatto che si usi davvero la ricarica wireless, sono un miglioramento concreto e pratico per uno smartphone, proprio in un periodo in cui ogni nuova generazione offre meno novità della precedente. È davvero strano che una vittoria tanto ovvia venga ignorata praticamente da tutti. Apple tratta già i telefoni Android come se fossero pezzi da museo, e questa caparbia indifferenza verso Qi2 di certo non aiuta.