PS5 sta attraversando un momento complicato sul mercato statunitense, con un calo delle vendite che ad aprile ha toccato il 30% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che, a ben guardare, non sorprende più di tanto: la console di Sony è sul mercato da quasi sei anni, e il recente aumento dei prezzi legato alla crisi dei chip di memoria ha fatto il resto. Le conseguenze erano facilmente prevedibili, e puntualmente si sono verificate.
PS5 e Xbox in difficoltà: i numeri di aprile negli USA
Secondo le analisi dell’analista Mat Piscatella di Circana, la spesa complessiva in hardware nel mese di aprile è cresciuta del 34% su base annua, raggiungendo circa 244 milioni di euro. Ma questo dato positivo è quasi interamente merito di Nintendo Switch 2, che ha compensato i cali registrati dalle altre piattaforme. PS5, come detto, ha perso il 30%, mentre le console Xbox Series di Microsoft hanno fatto ancora peggio con un tonfo del 43% rispetto ad aprile 2025. Va detto che Xbox già partiva da volumi di vendita piuttosto contenuti, quindi il confronto è relativo, ma il segnale resta comunque poco incoraggiante.
Sarebbe facile guardare questi numeri e concludere che le console da salotto tradizionali non interessano più a nessuno. Però questa lettura rischia di essere fuorviante: ci sono fattori straordinari in gioco, come la crisi della RAM e i conseguenti rincari, che non dipendono direttamente dal settore videoludico. Sony ha aumentato i prezzi proprio a inizio aprile, e questo ha avuto un impatto diretto sulla domanda di PS5. Lo stesso vale per Microsoft, che si trova a gestire una fase matura del ciclo di vita delle sue console.
Nintendo Switch 2 domina il mercato: ecco perché
Chi si è mossa decisamente meglio è Nintendo. Switch 2 si è posizionata come piattaforma hardware più venduta negli Stati Uniti, sia per numero di unità sia per fatturato, superando sia PS5 sia Xbox. Anche Nintendo ha dovuto fare i conti con la carestia di chip di memoria e ha ritoccato i prezzi verso l’alto, ma diversi fattori giocano a suo vantaggio. Prima di tutto, è una console fresca, appena arrivata sul mercato, e questo da solo genera un livello di interesse e curiosità che una piattaforma al sesto anno di vita non può avere. Poi c’è la questione della portabilità, che la rende più versatile rispetto alle console desktop classiche. E soprattutto ha un prezzo più contenuto, anche se bisogna considerare che è anche molto meno potente rispetto alla concorrenza.
La vecchia Switch originale, nel frattempo, ha registrato un crollo del 69% nelle vendite, segno che la transizione verso il nuovo modello è già in corso e gli utenti stanno migrando in massa.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il trend potrebbe non cambiare a breve. Sony e Microsoft stanno entrando nella fase più matura dell’attuale generazione, mentre Nintendo sembra aver intercettato di nuovo il mercato mainstream con una proposta più flessibile e accessibile. I dati di maggio saranno particolarmente significativi per capire se il rialzo di prezzo di Switch 2 avrà un impatto concreto sulla domanda, oppure se lo slancio iniziale resterà invariato.
