Le accise sul carburante tornano al centro del dibattito pubblico proprio nelle ore in cui i prezzi alla pompa continuano a salire senza sosta. Il punto è semplice: venerdì 22 maggio scade il taglio temporaneo delle accise introdotto nelle scorse settimane per attutire l’impatto dell’aumento del prezzo del petrolio, legato alla crisi internazionale nello stretto di Hormuz e alla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele all’Iran. Senza un intervento rapido, benzina e diesel tornerebbero a costare sensibilmente di più. E il governo lo sa bene.
Proprio per questo, nel Consiglio dei ministri atteso nella serata di venerdì dovrebbe arrivare una nuova proroga dello sconto su benzina e diesel, insieme ad altre misure pensate per imprese e autotrasportatori. Il decreto, già ribattezzato “accise quater”, non si limiterà al costo dei rifornimenti: sul tavolo dell’esecutivo c’è anche il rinvio delle scadenze fiscali per le partite Iva soggette alle pagelle fiscali, compresi molti contribuenti forfettari.
Il problema delle coperture e i numeri che preoccupano
In questo momento il taglio delle accise è ancora attivo e garantisce uno sconto pari a 24,4 centesimi al litro sul diesel e a 6,1 centesimi sulla benzina, iva inclusa. Sembra poco, ma basta guardare le stime del Codacons per capire cosa accadrebbe senza proroga: la benzina potrebbe superare la soglia dei 2 euro al litro, mentre il diesel arriverebbe oltre i 2,20 euro al litro.
Il vero nodo, però, è trovare le risorse. Il governo non può ancora ricorrere al meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, cioè quel sistema che sfrutta l’aumento dell’Iva incassata sui carburanti più cari per finanziare gli sconti. I fondi legati agli aumenti registrati a maggio sarebbero disponibili solo dalla seconda metà di giugno, e quindi l’esecutivo sta lavorando su soluzioni alternative. Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che la questione sarà discussa nel prossimo Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di prorogare lo sconto sulle accise e aiutare i comparti più colpiti, come autotrasporto e trasporto pubblico locale.
Intanto i rincari non si fermano. Al 20 maggio, la benzina self service sulla rete ordinaria ha raggiunto quota 1,961 euro al litro, mentre il diesel è salito a 1,980 euro al litro. Sulle tratte autostradali la situazione è ancora più pesante: la benzina ha già superato in maniera stabile i 2 euro al litro, confermando una tendenza al rialzo che sta interessando l’intera rete distributiva. Anche alcune compagnie si sono mosse: Eni e Tamoil hanno aumentato di due centesimi il prezzo consigliato della benzina, mentre Q8 ha ridotto leggermente il gasolio.
Il rinvio delle scadenze fiscali torna nel decreto
La proroga dei versamenti fiscali, che inizialmente sembrava esclusa dal decreto, sarebbe invece tornata sul tavolo dopo ulteriori verifiche sull’andamento dei conti pubblici. L’ipotesi più concreta al momento prevede il rinvio dei pagamenti fissati per il 30 giugno a una data successiva, individuata tra il 20 e il 31 luglio, seguendo una modalità già usata negli ultimi anni per distribuire meglio gli adempimenti nel periodo estivo.
