La notizia arriva come un colpo duro per milioni di giocatori in tutto il mondo: Destiny 3 non è attualmente in fase di produzione attiva, e Bungie sta per affrontare una nuova ondata di licenziamenti significativi. Il tutto arriva subito dopo l’annuncio, già di per sé scioccante, della fine dello sviluppo di qualsiasi contenuto futuro per Destiny 2. Una combinazione di fattori che dipinge un quadro davvero complicato per lo studio che ha dato vita a uno degli universi fantascientifici più amati del gaming online.
Il motivo alla base di questi tagli al personale è tanto semplice quanto brutale: non esiste al momento un nuovo progetto di gioco a cui riassegnare i dipendenti rimasti dopo la chiusura dei lavori su Destiny 2. Quando uno studio smette di lavorare su un titolo live service di quelle dimensioni, normalmente il team viene spostato su qualcos’altro. Ma qui, semplicemente, non c’è nient’altro. Non c’è un progetto pronto ad accogliere quelle risorse, e questo rende i licenziamenti praticamente inevitabili.
Le voci su Destiny 3 smentite dai fatti
Verso la fine del 2025, diversi leaker legati all’universo di Bungie avevano fatto circolare rumor piuttosto insistenti secondo cui il prossimo capitolo del franchise fosse già in una fase embrionale di sviluppo. La comunità ci aveva sperato, com’è naturale che sia. Dopo anni passati a investire tempo e passione in Destiny 2, sapere che qualcosa di nuovo bolliva in pentola avrebbe dato un senso di continuità. E invece quelle voci si sono rivelate infondate. Destiny 3 non è in produzione attiva, il che significa che anche nella migliore delle ipotesi un eventuale nuovo capitolo sarebbe lontanissimo.
Questo smentisce in modo netto chi aveva parlato di un inizio anticipato dei lavori. E aggiunge un livello di incertezza enorme sul futuro del franchise nel suo complesso. Perché una cosa è dire “ci vorrà tempo”, un’altra è scoprire che non si è nemmeno partiti.
Un momento difficile per lo studio e per i giocatori
Per tutti quei milioni di appassionati che hanno costruito il proprio personaggio, stretto legami con altri guardiani e vissuto centinaia di ore nell’universo sci-fi creato da Bungie, si tratta di una notizia amara. Lo studio, che nel corso degli anni ha attraversato già diverse fasi turbolente, si ritrova ora in una posizione particolarmente fragile. La fine di Destiny 2 era già stata accolta con un misto di tristezza e incredulità dalla community, ma l’assenza di un progetto successivo rende tutto più pesante.
I licenziamenti imminenti rappresentano l’ennesimo segnale di un’industria videoludica che negli ultimi anni ha mostrato crepe profonde, con tagli massicci che hanno colpito studi grandi e piccoli. Nel caso di Bungie, però, il peso è amplificato dal legame fortissimo tra lo studio e la sua base di giocatori, una relazione costruita in oltre un decennio di contenuti, eventi e aggiornamenti costanti. Bungie sta dunque per perdere una fetta importante del proprio organico e, al momento, non esiste alcun nuovo gioco all’orizzonte a cui lo studio stia lavorando attivamente.
