Palantir ha lanciato una provocazione che sta facendo discutere parecchio nel mondo del software enterprise: il modello SaaS, quello su cui si regge buona parte dell’industria cloud, sarebbe ormai superato. Una dichiarazione forte, quasi temeraria, che riapre un dibattito vecchio di oltre vent’anni ma che oggi, con l’intelligenza artificiale di mezzo, assume un peso completamente diverso.
Per capire la portata di questa affermazione bisogna fare un passo indietro. Dal 2000 in poi, il software distribuito in abbonamento ha dominato la scena. Salesforce ha aperto la strada nel 1999, Amazon Web Services è arrivata nel 2006, e da lì in avanti una valanga di aziende ha convertito licenze perpetue e installazioni locali in servizi erogati via rete. Nel 2024, il mercato globale SaaS valeva già diverse centinaia di miliardi di euro. Parliamo di un ecosistema enorme, consolidato, che alimenta milioni di organizzazioni in tutto il mondo. Eppure Palantir dice che non basta più. Attenzione, però: la critica non riguarda la distribuzione via cloud in sé, ma la struttura logica delle applicazioni SaaS tradizionali, giudicate troppo rigide per le nuove esigenze di automazione basata su intelligenza artificiale.
Perché Palantir considera il SaaS un modello superato
Il punto centrale della visione di Palantir è abbastanza chiaro. Il SaaS tradizionale separa in modo troppo netto dati, applicazioni e logica decisionale. Ogni servizio si occupa di un dominio verticale: CRM, ERP, analytics, gestione progetti. Questa frammentazione produce duplicazione dei dati, integrazioni complesse e una forte dipendenza da API eterogenee. Non esattamente il contesto ideale per far lavorare modelli di intelligenza artificiale in modo efficace.
Palantir propone un approccio diverso, basato su ontologie dati. In pratica, le entità del mondo reale vengono modellate in modo coerente all’interno di una piattaforma unica. In sistemi come Palantir Foundry o Gotham, i dati non restano isolati in applicazioni separate ma vengono armonizzati in un livello unificato che alimenta analisi, automazioni e modelli decisionali. L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa ha dato ulteriore slancio a questa impostazione: secondo l’azienda, i modelli AI non possono essere semplici moduli aggiuntivi dentro il SaaS, ma hanno bisogno di accesso diretto a dati strutturati e contestualizzati.
Sistemi basati su large language models permettono oggi di interrogare database complessi in linguaggio naturale, generare query, costruire report e attivare processi automatizzati. Tutto questo riduce la centralità delle interfacce SaaS tradizionali, quelle fatte di form e dashboard statiche. Detto questo, il modello SaaS resta profondamente radicato nell’infrastruttura enterprise globale: piattaforme come Salesforce, ServiceNow e Microsoft 365 continuano a essere strumenti fondamentali per milioni di organizzazioni, e la loro standardizzazione migliora l’efficienza operativa su larga scala.
La sovranità digitale europea complica il quadro per Palantir
La posizione di Palantir sul futuro del software enterprise va letta anche alla luce di un contesto geopolitico in rapida evoluzione. L’agenzia di intelligence domestica tedesca BfV ha scelto la società francese ChapsVision e il suo software ArgonOS al posto di Palantir. Una mossa che i media tedeschi descrivono come un tentativo esplicito di ridurre la dipendenza dalla tecnologia americana.
Il presidente del BfV, Sinan Selen, aveva già dichiarato a dicembre l’intenzione di dare priorità alle alternative europee. Marc Henrichmann, presidente del comitato parlamentare di supervisione dei servizi di intelligence, ha definito la scelta di ArgonOS un segnale chiaro per la sovranità digitale europea. Una vicenda che ridimensiona parecchio la narrativa con cui Palantir si presenta come infrastruttura indispensabile per i governi.
Mentre l’azienda teorizza il superamento del SaaS in favore di piattaforme guidate dall’intelligenza artificiale, alcuni dei suoi clienti istituzionali più strategici scelgono attivamente alternative europee. La tesi sul declino del SaaS descrive quindi una possibile riconfigurazione del software enterprise, non una scomparsa immediata del modello, ma il quadro competitivo in cui Palantir si muove è diventato sensibilmente più complesso.
