Vecchio smartphone abbandonato nel cassetto? Prima di lasciarlo lì a prendere polvere, vale la pena sapere che può trasformarsi in un ottimo navigatore GPS offline da tenere fisso in auto. È una di quelle idee che sembrano banali, ma che nella pratica funzionano benissimo e risolvono più di un problema. Il ragionamento di fondo è piuttosto lineare: invece di sovraccaricare lo smartphone che si usa ogni giorno con navigazione, musica, messaggi e tutto il resto, si può delegare la gestione delle mappe a un secondo dispositivo. Uno che tanto non serve più per altro. Così facendo si risparmia batteria, si evita il surriscaldamento e si allunga la vita del telefono principale.
Perché, diciamolo, la navigazione è una delle attività più pesanti in assoluto per qualsiasi telefono: GPS sempre acceso, schermo al massimo della luminosità sotto il sole, dati in continuo download e rendering delle mappe. Tutto questo, giorno dopo giorno, accelera l’usura della batteria e nei telefoni con pannello OLED può perfino causare fenomeni di burn-in sullo schermo. Separare il navigatore dal telefono di tutti i giorni significa semplicemente proteggere il dispositivo a cui si tiene di più.
OsmAnd: la migliore alternativa offline a Google Maps
Per far funzionare un vecchio smartphone come navigatore senza connessione serve un’app pensata apposta. Google Maps consente sì di scaricare porzioni di mappa offline, ma quelle mappe hanno limiti di tempo e prima o poi chiedono di ricollegarsi a internet per aggiornarsi. Non esattamente l’ideale per un dispositivo senza SIM.
La soluzione più interessante si chiama OsmAnd, un’applicazione open source che si appoggia alle mappe di OpenStreetMap. Il bello di OsmAnd è che nasce proprio per lavorare senza rete: una volta scaricate le regioni geografiche che servono, il telefono è in grado di navigare ovunque. In montagna, in zone rurali, nei parcheggi sotterranei, in tutti quei posti dove il segnale cellulare è debole o completamente assente. E in più garantisce un buon livello di privacy e personalizzazione, cosa che non guasta mai.
Come configurare il telefono per usarlo solo come GPS
Per ottenere il massimo da questa operazione conviene partire da zero. Il consiglio è fare un reset completo del vecchio smartphone, eliminando app inutili, account collegati e tutti quei processi in background che consumano risorse senza motivo. Dopo il reset si può installare OsmAnd direttamente tramite APK, senza nemmeno dover configurare un account Google sul dispositivo.
A quel punto è utile disattivare tutto ciò che non serve: sincronizzazione automatica, Bluetooth, connessioni varie, luminosità automatica e qualsiasi app rimasta attiva in background. In questo modo il telefono lavora esclusivamente come navigatore GPS offline, con un’autonomia decisamente superiore e una stabilità che sorprende. Basta aggiungere un supporto da cruscotto e un caricatore da auto per avere un navigatore dedicato praticamente a costo zero.
Qualche compromesso c’è, ma il gioco vale la candela
Ovviamente non è tutto perfetto. OsmAnd non ha l’interfaccia elegante e immediata di Google Maps, e mancano funzionalità come il traffico in tempo reale, le segnalazioni di incidenti o l’aggiornamento dinamico dei tempi di arrivo. Sono limitazioni reali, inutile girarci attorno.
Però proprio nelle situazioni più complicate, quelle in cui serve davvero un navigatore affidabile, il discorso cambia. Viaggi lunghi, aree isolate, zone con ricezione instabile: in tutti questi casi un navigatore completamente offline si rivela molto più solido di uno smartphone che dipende dalla rete mobile per ogni singola svolta. Dare una seconda vita a un vecchio smartphone trasformandolo in uno strumento dedicato per l’auto è una di quelle soluzioni semplici che funzionano meglio del previsto.
