Negli ultimi giorni, diversi abbonati a Perplexity Pro stanno segnalando un problema piuttosto fastidioso: i limiti settimanali sui modelli di intelligenza artificiale avanzati sembrano essere stati ridotti in modo significativo, e parecchi utenti se ne sono accorti perché raggiungono il tetto massimo molto più in fretta rispetto a prima, anche utilizzando il servizio meno del solito. Una situazione che ha generato malcontento nella community e che ha spinto l’azienda a intervenire con una dichiarazione ufficiale.
Il punto centrale della questione è questo: le restrizioni non riguardano tutti i modelli disponibili sulla piattaforma. A essere colpiti sono esclusivamente i modelli avanzati, come Gemini 3.1 Pro o la variante Thinking. I modelli standard, invece, non sembrano aver subito modifiche e continuano a funzionare senza particolari limitazioni. Questo dettaglio non è secondario, perché chi paga un abbonamento Pro lo fa spesso proprio per avere accesso prioritario e più ampio a quei modelli di fascia alta, quelli che fanno davvero la differenza nelle ricerche complesse e nelle analisi più approfondite.
A rendere il tutto ancora più controverso, c’è il fatto che quando gli utenti raggiungono questi nuovi limiti, il sistema propone loro di passare al piano Perplexity Max, che costa circa 1.800 euro all’anno, promettendo un “accesso potenziato ai modelli avanzati”. Una proposta che a molti è suonata come una spinta piuttosto aggressiva verso un upgrade costoso, soprattutto per chi già paga un abbonamento e si aspettava un certo livello di servizio.
La risposta ufficiale di Perplexity: codici promozionali e frodi
Il 19 maggio 2026, un portavoce di Perplexity ha rilasciato una dichiarazione che prova a fare chiarezza sulla vicenda. Secondo l’azienda, alcuni utenti stanno riscontrando limiti diversi perché i loro account risultano collegati a codici promozionali, e l’azienda ha dovuto modificare le politiche di applicazione dei limiti a causa di fenomeni di frode e rivendita non autorizzata di questi codici. In pratica, ci sarebbero stati casi in cui alcune persone hanno acquistato codici da terze parti senza sapere che fossero invalidi o ottenuti in modo irregolare.
Perplexity ha anche aggiunto di star lavorando per rendere più trasparenti i limiti applicabili agli utenti coinvolti e di voler continuare ad assistere chiunque ritenga di essere stato penalizzato per errore. Allo stesso tempo, l’azienda ha ribadito l’intenzione di far rispettare i propri termini di servizio contro qualsiasi forma di abuso.
La spiegazione, però, non sembra aver convinto tutti. Diversi abbonati a Perplexity Pro sostengono di non aver mai utilizzato codici promozionali e di aver sottoscritto il proprio piano in modo del tutto regolare, il che lascia aperta la questione su quanto il problema sia effettivamente circoscritto ai soli account legati a promozioni irregolari. La sensazione diffusa tra una parte della community è che si tratti di un ridimensionamento più ampio dell’offerta, magari per spingere gli utenti verso il tier più costoso.
Quello che resta un dato di fatto è che il passaggio dal piano Pro al piano Max rappresenta un salto economico notevole, e chi aveva scelto Perplexity Pro come strumento quotidiano di lavoro o ricerca si trova ora a dover riconsiderare il rapporto tra quanto spende e quanto effettivamente ottiene in termini di accesso ai modelli di AI più potenti della piattaforma.
