La questione dei chatbot AI su WhatsApp si arricchisce di un nuovo capitolo, e stavolta la notizia riguarda direttamente chi opera nello Spazio economico europeo. Meta ha annunciato che l’accesso ai chatbot di intelligenza artificiale di terze parti sulla piattaforma di messaggistica sarà gratuito per 30 giorni, una mossa che arriva nel pieno di un braccio di ferro con la Commissione europea sulle regole di concorrenza.
Cosa è successo tra Meta e l’Europa
Per capire il contesto bisogna fare un passo indietro. Dal 15 gennaio 2026, l’uso delle API di WhatsApp Business per offrire chatbot AI di terze parti è stato di fatto bloccato, a meno che i provider non accettassero di pagare delle commissioni per ogni messaggio generato dal chatbot. Queste tariffe erano state introdotte l’11 marzo (il 16 febbraio per quanto riguarda l’Italia). Una scelta che ha subito attirato l’attenzione delle autorità di regolamentazione.
L’autorità antitrust italiana aveva già avviato un procedimento alla fine di luglio 2025, ipotizzando una possibile violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. Poi è arrivata la Commissione europea, che ha aperto un’indagine formale il 4 dicembre 2025 e il 9 febbraio 2026 ha confermato che le norme sulla concorrenza erano state violate. Secondo Bruxelles, l’introduzione dei prezzi per i provider da parte di Meta equivaleva di fatto a un blocco dell’accesso, perché ostacolava la concorrenza in modo significativo.
La Commissione ha quindi ordinato a Meta di ripristinare i precedenti termini d’uso del servizio, cioè di garantire l’accesso a WhatsApp in forma gratuita per tutta la durata dell’indagine. L’azienda di Menlo Park non ha nascosto le proprie perplessità, criticando apertamente l’ordine ricevuto. Eppure, qualcosa si è mosso.
La soluzione temporanea: chatbot AI gratis per un mese
Meta ha deciso di rispettare l’ordine, anche se in modo parziale. I chatbot AI di terze parti che operano nello Spazio economico europeo potranno accedere gratuitamente all’API di WhatsApp Business per un mese. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che questa finestra temporale servirà a dare sia alla Commissione sia a Meta il tempo necessario per giungere a una conclusione rapida ed equa dell’indagine ancora in corso.
Dal canto suo, la Commissione europea ha accolto positivamente la decisione, ritenendo che questa crei le condizioni adeguate per discutere con Meta gli impegni che dovrebbero risolvere la questione nel merito. Bruxelles ha però precisato che la finestra per questa discussione è stretta e che tutto il processo dipende dalla reale intenzione di Meta di affrontare le preoccupazioni sollevate.
Il punto è che la posta in gioco resta altissima. Se al termine dell’indagine venisse confermata la violazione delle norme sulla concorrenza, Meta rischierebbe una sanzione che potrebbe arrivare fino al 10% delle entrate globali annuali. Una cifra che, per un colosso di quelle dimensioni, rappresenterebbe comunque un colpo notevole. La partita tra Meta e la Commissione europea sui chatbot AI su WhatsApp è tutt’altro che chiusa, e questo mese di accesso gratuito potrebbe essere solo il primo atto di un negoziato ben più complesso.
