Una scoperta archeologica in Norvegia sta costringendo a ripensare le origini della civiltà dei Vichinghi, e non si tratta di un dettaglio da poco. Ricerche condotte nel tumulo di Herlaugshaugen, sull’isola di Leka, hanno portato alla luce una sepoltura navale di proporzioni notevoli, databile intorno al 700 d.C.. Per capire quanto sia significativo, basta considerare che fino a oggi le tradizioni funerarie navali venivano associate a periodi molto successivi nella cronologia scandinava. Questo ritrovamento, quindi, sposta indietro di secoli ciò che si credeva di sapere sulle usanze delle élite marittime del Nord Europa.
Il tumulo di Herlaugshaugen non è un sito qualunque. La sua posizione, su un’isola della Norvegia settentrionale, suggerisce che già in epoche precedenti a quelle tradizionalmente considerate “vichinghe” esistessero comunità organizzate, con strutture di potere ben definite e la capacità di costruire imbarcazioni abbastanza grandi da essere utilizzate anche come monumenti funebri. Parliamo di un periodo che precede di almeno un secolo l’inizio convenzionale dell’era vichinga, generalmente fissato attorno al 793 d.C. con il celebre attacco al monastero di Lindisfarne.
Cambiamenti nella cronologia dei Vichinghi
Il punto più interessante di questa scoperta riguarda proprio la cronologia. Le sepolture navali erano considerate un tratto distintivo della cultura vichinga nel suo periodo di massimo splendore, grossomodo dal nono all’undicesimo secolo. Trovarne una risalente al 700 d.C. significa che queste pratiche rituali, e la struttura sociale che le rendeva possibili, esistevano già ben prima di quanto ipotizzato dalla comunità scientifica.
Le evidenze emerse dal tumulo di Herlaugshaugen indicano che le antiche élite marittime scandinave avevano sviluppato una tradizione funeraria sofisticata con largo anticipo. Non si trattava di un fenomeno improvviso, nato dal nulla con le prime incursioni vichinghe nelle isole britanniche. Al contrario, la cultura che avrebbe poi dato vita all’espansione vichinga affondava le radici in secoli di evoluzione sociale e tecnologica.
Questo costringe a guardare i Vichinghi sotto una luce diversa. Non più come un popolo che “esplode” sulla scena europea alla fine dell’ottavo secolo, ma come l’espressione matura di una civiltà marittima che si stava formando già da tempo. La sepoltura navale di Leka rappresenta una prova concreta di questo processo.
Il significato del tumulo di Herlaugshaugen
Le dimensioni della sepoltura suggeriscono che chi vi fu deposto apparteneva a una classe dirigente con risorse considerevoli. Costruire una nave e poi utilizzarla come corredo funebre richiedeva un investimento enorme in termini di materiali, manodopera e organizzazione. Questo tipo di rituale non era alla portata di tutti, e il fatto che sia avvenuto già nel 700 d.C. racconta molto sullo stato di avanzamento di quelle comunità.
Le ricerche archeologiche sul sito hanno quindi fornito nuove evidenze che ridefiniscono la comprensione delle origini dei Vichinghi. La sepoltura navale scoperta nel tumulo di Herlaugshaugen, sull’isola di Leka in Norvegia, anticipa di secoli le tradizioni funerarie che fino a oggi venivano collocate in fasi storiche molto più recenti, rivelando l’esistenza di antiche élite marittime già attive e potenti ben prima dell’inizio ufficiale dell’era vichinga.
