Mentre tutto il mondo dell’automotive parla di elettrificazione e transizione energetica, Isuzu D-MAX MY26 si presenta per la prima volta in Italia con un motore diesel completamente nuovo. Il debutto è avvenuto al padiglione 9 della Veronafiere, in occasione del Samoter 2026, la fiera dedicata al mondo delle macchine da cantiere e del movimento terra. Non un salone dell’auto generalista, ma un contesto dove i veicoli si valutano per quello che fanno davvero sul campo. E la scelta del palcoscenico racconta già molto sulla direzione che Isuzu ha preso con questo aggiornamento.
Isuzu non è esattamente un marchio che ama stravolgere le cose tanto per fare. Porta con sé oltre 100 anni di storia nel trasporto e più di 60 nella produzione di pick-up. Quando decide di cambiare qualcosa, di solito c’è una ragione concreta dietro. La ragione, stavolta, si chiama 2.2 RZ4F-TC Ddi “Maxforce”: un nuovo turbodiesel che prende il posto del precedente 1.9 litri e che rappresenta il vero cuore dell’aggiornamento di Isuzu D-MAX MY26. La filosofia progettuale richiama il concetto giapponese del “Monozukuri”, cioè l’arte del saper fare bene. Applicata a un motore, significa puntare sull’affidabilità nel tempo, non sull’effetto speciale di un giorno.
Non è la potenza il punto, ma la coppia
E qui vale la pena soffermarsi, perché la questione non è così scontata. Il nuovo 2.2 Maxforce sviluppa la stessa potenza massima del vecchio 1.9: 164 CV. Chi si aspettava un balzo in avanti sui cavalli potrebbe restare un po’ perplesso. Ma chi conosce davvero il lavoro quotidiano di un pick-up sa che il parametro decisivo è un altro: la coppia. Ovvero la forza di rotazione disponibile ai bassi regimi, quella che serve per muovere carichi pesanti, partire in salita, trainare un rimorchio senza che il motore vada in affanno intorno ai 1.500 giri.
Ed è proprio lì che Isuzu D-MAX MY26 fa la differenza. La coppia massima sale a 400 Nm, l’11% in più rispetto al predecessore, ed è disponibile già tra 1.600 e 2.400 giri al minuto, cioè la fascia in cui un pick-up lavora quasi sempre nella realtà. Il dato più impressionante, però, è un altro: a 1.000 giri al minuto, il nuovo motore eroga 255 Nm contro i 160 del modello precedente. Si parla di un incremento del 56% nelle ripartenze a bassa velocità. Per chi si trova a trainare un rimorchio da 3.500 kg su un cantiere in pendenza, non è affatto un dettaglio trascurabile.
Anche sul fronte delle trasmissioni ci sono novità importanti. Il vecchio cambio automatico a 6 rapporti viene sostituito dal nuovo AISIN “Rev-Tronic” a 8 marce, con rapporti più ravvicinati in uscita per sfruttare meglio la coppia, meno giri in crociera per contenere i consumi e una gestione più fluida del carico nelle manovre lente. Sul versante manuale, dopo due anni di assenza dalla gamma, torna il cambio manuale a 6 rapporti “Genius Sportshift” su tutti gli allestimenti. Per i professionisti che usano questo mezzo ogni giorno, il manuale non è nostalgia: è controllo puro.
Quattro allestimenti, quattro identità diverse
Isuzu D-MAX MY26 ridisegna anche l’intera gamma con nuovi nomi che mandano in pensione le vecchie sigle “N60”. Quattro versioni, ciascuna con un carattere ben preciso. Il B-Strong è l’allestimento essenziale e concreto: trazione 4×4 con blocco differenziale posteriore di serie, nuovo cruscotto semidigitale da 7 pollici e Driver Monitoring System. Per chi del pick-up fa uno strumento di lavoro, punto. L’Evolution aggiunge cerchi in lega, sedili in tessuto di qualità superiore e più comfort, senza tradire la vocazione professionale. Il Prestige sale di livello con finiture Satin Silver, sedili in pelle ed ecopelle e modanature aggiornate su fari anteriori e posteriori: un pick-up che si può portare anche a una riunione senza sembrare fuori posto. Il Nitro Sport chiude la gamma con una novità tecnologica esclusiva, la camera a 360° con quattro sensori esterni, utile nelle manovre strette e nelle situazioni off-road più impegnative. Finiture Dark Gray e design aggressivo, per chi vuole farsi notare.
Su tutti gli allestimenti, di serie su quasi tutta la gamma, c’è il Driver Monitoring System: un sensore a infrarossi che monitora il movimento oculare del conducente e lancia un avviso in caso di distrazione sopra i 20 km/h. Non una tecnologia di lusso, ma l’integrazione di un obbligo normativo (GSR-III C) che Isuzu ha inserito in modo pulito sull’intera gamma. Accanto a Isuzu D-MAX MY26, al Samoter sono esposti anche quattro truck della gamma Light e Medium Duty: dal bestseller M21TT da 3,5 tonnellate, fino all’F14 per le lunghe percorrenze a pieno carico, passando per il versatile M30 con gru e cassone ribaltabile e l’M29 con cambio robotizzato DCT a 9 marce.
