Quando il primo Samsung Galaxy Z TriFold è arrivato sul mercato, la reazione è stata un misto di entusiasmo e perplessità. Da un lato, quella superficie display enorme faceva venire voglia di lavorarci sopra, prendere appunti, disegnare. Dall’altro, mancava proprio lo strumento che tutti si aspettavano: la S Pen. Un’assenza che su un dispositivo con quelle dimensioni e quella vocazione produttiva risultava francamente difficile da capire. Adesso, però, un brevetto depositato da Samsung il 12 marzo 2026 lascia intendere che la seconda generazione potrebbe rimediare a questa mancanza.
Il documento descrive un dispositivo pieghevole a pannelli multipli, con più di una cerniera, al cui interno verrebbe ricavato uno spazio pensato appositamente per ospitare la S Pen. Non si parla del classico slot che si trova nei Galaxy Note o negli attuali Galaxy S Ultra, ma di qualcosa di diverso: una sorta di tasca che si forma in modo naturale quando il telefono viene chiuso. La penna si inserirebbe nell’area della cerniera, tenuta ferma da magneti per garantirne il fissaggio. Il dispositivo sarebbe anche capace di riconoscere se la penna è al suo posto oppure no, e potrebbe ricaricarla mentre è riposta all’interno, un po’ come succede con Apple Pencil e iPad.
Per fare tutto questo, Samsung potrebbe dover scendere a qualche compromesso. Uno dei pannelli laterali potrebbe risultare leggermente più stretto rispetto agli altri, rendendo il profilo meno simmetrico. Anche lo spessore potrebbe risentirne, anche se proprio su questo fronte le indiscrezioni dicono che Samsung sta facendo di tutto per assottigliare il Galaxy Z TriFold 2 rispetto al modello attuale.
Dal prototipo tecnologico al prodotto vero e proprio
Per inquadrare meglio la questione, vale la pena ricordare cosa è stato il primo Galaxy Z TriFold. Lanciato in Corea del Sud il 12 dicembre 2025 e poi arrivato negli Stati Uniti il 30 gennaio 2026, era disponibile in un solo colore (Crafted Black), venduto esclusivamente nei Samsung Store, mai passato attraverso operatori o rivenditori. Le unità erano pochissime, si esaurivano in pochi minuti e venivano reintegrate solo ogni due settimane circa. Samsung stessa ha confermato, tramite un portavoce, che il dispositivo era concepito come una vetrina tecnologica, un proof of concept per dimostrare che quel formato poteva funzionare, non certo per conquistare fette di mercato.
Il prezzo di circa 2.650 euro e lo spessore da chiuso di 32,8 mm raccontavano esattamente questa storia. Tant’è che già a marzo 2026 erano arrivate le prime conferme sulla fine della produzione, prima in Corea e poi negli altri mercati, con le vendite destinate a chiudersi una volta esaurite le scorte.
La seconda generazione punta a essere tutt’altra cosa. Secondo indiscrezioni provenienti dalla supply chain coreana, Galaxy Z TriFold 2 è atteso per metà 2027 e dovrebbe portare con sé miglioramenti importanti: uno spessore da chiuso stimato intorno ai 22,6 mm (contro i 32,8 mm del predecessore), cerniere doppie completamente riprogettate il cui processo di verifica sarebbe già in fase avanzata, e un peso complessivo ridotto. Il comparto fotocamere posteriore dovrebbe essere a tripla lente, e il dispositivo manterrebbe la possibilità di reggersi in piedi da solo in configurazione triangolare, aprendo scenari interessanti per guardare contenuti multimediali o usarlo come mini display da scrivania.
Sul fronte economico, i maggiori volumi produttivi e la maturazione del processo manifatturiero fanno pensare a un listino più abbordabile rispetto al primo modello. Le stime parlano di una forbice compresa tra circa 2.000 e 2.370 euro. Cifre comunque importanti, ma più coerenti con un prodotto di punta pensato per la vendita su larga scala, non con un oggetto da collezione a tiratura limitata.

