Werewolf: The Apocalypse Rageborn è il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra Nacon e Crea-Ture Studios, annunciato ufficialmente durante il Nacon Connect 2026. Si tratta di un action adventure a tinte horror che mescola esplorazione, combattimento e meccaniche in stile metroidvania, un mix che sulla carta suona decisamente intrigante. Lo studio di sviluppo, tra l’altro, è lo stesso che ha firmato Session: Skate Sim, quindi parliamo di un cambio di rotta piuttosto radicale rispetto al passato. Niente più skateboard e trick, stavolta ci sono licantropi, oscurità e Alaska selvaggia.
La storia ruota attorno a Taylor, un personaggio che scopre di essere un licantropo dopo un evento drammatico, uno di quelli che cambiano tutto in un istante. È in quel momento che tutta la sua potenza sovrumana emerge, senza preavviso, e da lì parte un viaggio che promette di essere tanto violento quanto affascinante. Werewolf: The Apocalypse Rageborn non si limita quindi a proporre un semplice action, ma prova a costruire un’avventura con una forte componente narrativa legata alla trasformazione del protagonista.
Un protagonista mutaforma e tre forme di combattimento
L’ambientazione scelta per Werewolf: The Apocalypse Rageborn è quella delle profondità selvagge dell’Alaska, con una mappa ampia e profondamente interconnessa. Man mano che Taylor sblocca nuove abilità, si aprono passaggi inediti e zone prima inaccessibili, esattamente come ci si aspetterebbe da un titolo con un’anima metroidvania. È un approccio che premia l’esplorazione e invoglia a tornare sui propri passi per scoprire segreti nascosti.
Il cuore del gameplay ruota attorno alle tre forme di Garou, ovvero l’essenza sovrumana di Taylor che gli permette di cambiare aspetto e abilità a seconda della situazione. Non si tratta solo di un dettaglio estetico, ma di un vero e proprio sistema che influenza il modo di affrontare ogni sfida. La forma Homid è quella umana. In questa configurazione Taylor può utilizzare armi a distanza come archi e balestre, oltre ad accedere ad altre abilità specifiche. È la forma più versatile per interagire con l’ambiente e gestire situazioni che richiedono un approccio più ragionato.
La forma Lupus è quella del lupo, e qui il focus si sposta sull’agilità. In questa versione il protagonista guadagna velocità di spostamento e la possibilità di muoversi senza farsi notare, aprendo la strada a un combattimento stealth che aggiunge un ulteriore livello di profondità tattica all’esperienza. Poi c’è la forma Crinos, quella più devastante. È la trasformazione pensata per la battaglia vera e propria, capace di scatenare attacchi potenti e carichi di rabbia pura. Quando la situazione si fa seria e non c’è più spazio per la diplomazia, Crinos è la risposta.
Un cambio di direzione deciso per Crea-Ture Studios
Il fatto che Crea-Ture Studios passi da un simulatore di skateboard a un action adventure horror con elementi metroidvania la dice lunga sull’ambizione del progetto. Werewolf: The Apocalypse Rageborn sembra voler offrire un’esperienza densa, che mette insieme trasformazioni, esplorazione non lineare e combattimento su più livelli, il tutto calato in un’atmosfera cupa e in uno scenario naturale ostile come quello dell’Alaska. Tre forme giocabili, una mappa interconnessa e un protagonista che deve fare i conti con la propria natura licantropa: gli ingredienti per qualcosa di interessante ci sono tutti.
