Inviare messaggi dal futuro al passato potrebbe non essere solo fantascienza. Un gruppo di fisici ha elaborato un modello teorico che prende spunto da un film che ha segnato l’immaginario collettivo, Interstellar, e arriva a una conclusione che suona francamente assurda: comunicare all’indietro nel tempo potrebbe non essere impossibile. Sì, proprio così. Non si tratta di speculazioni da forum notturno, ma di un lavoro scientifico che affronta la questione con gli strumenti della fisica teorica.
Il punto di partenza è affascinante. Chi ha visto Interstellar ricorderà la scena in cui il protagonista, intrappolato in una struttura a cinque dimensioni, riesce a trasmettere informazioni alla figlia nel passato attraverso la gravità. Ecco, quel concetto narrativo è diventato lo spunto per un’indagine seria. Il gruppo di ricerca ha costruito un modello che esplora se esistano condizioni, almeno sulla carta, in cui un messaggio possa viaggiare a ritroso lungo la linea temporale. E la risposta, per quanto cauta, non è un no secco.
Dalla scienza alla fantascienza
Ovviamente bisogna fare subito una precisazione enorme: nessuno sta dicendo che domani sarà possibile spedire una mail al proprio nonno nel 1985. Il modello resta puramente teorico, e la distanza tra teoria e applicazione pratica in questi ambiti è colossale. Però il fatto che le equazioni non escludano del tutto la possibilità di comunicare all’indietro nel tempo è già di per sé una notizia che fa riflettere. In fisica, quando qualcosa non viene vietato esplicitamente dalle leggi fondamentali, significa che almeno in linea di principio potrebbe accadere.
La cosa interessante è il legame con Interstellar. Non è la prima volta che la fantascienza anticipa o ispira la ricerca scientifica, ma raramente succede in modo così diretto. Il film di Christopher Nolan, tra l’altro, aveva già alle spalle una consulenza scientifica seria, quella del premio Nobel Kip Thorne, che aveva contribuito a rendere plausibili le basi fisiche della trama. Questo nuovo studio, in qualche modo, chiude un cerchio: dalla scienza al cinema e poi di nuovo alla scienza.
I limiti e le implicazioni di questa ricerca
Chi si aspetta rivelazioni definitive resterà deluso, e probabilmente è giusto così. Il modello elaborato dai fisici non fornisce una ricetta pratica per inviare messaggi dal futuro al passato. Descrive piuttosto le condizioni matematiche sotto le quali un fenomeno del genere non sarebbe in contraddizione con le leggi conosciute. È un po’ come dire che, stando alla mappa, una strada potrebbe esistere, anche se nessuno l’ha ancora percorsa e non è nemmeno chiaro se sia percorribile.
Resta il fatto che la fisica continua a sorprendere. Ogni volta che qualcuno pensa di aver capito i confini del possibile, arriva uno studio che li sposta un po’ più in là. L’idea di comunicare all’indietro nel tempo suona ancora come qualcosa che appartiene ai film, eppure adesso ha almeno un modello teorico che la contempla senza scartarla a priori. Il gruppo di ricerca ha aperto una porta, anche se per ora è solo socchiusa e nessuno sa cosa ci sia dall’altra parte.
