La disponibilità di Mac Mini e Mac Studio si sta assottigliando in modo evidente. Apple ha ridotto ulteriormente le configurazioni acquistabili sul proprio store online ufficiale, tagliando fuori soprattutto le versioni con più RAM (o, come preferisce chiamarla Apple, memoria unificata). Il motivo? La crisi dei chip di memoria che sta colpendo l’intera industria tecnologica, e che ora inizia a farsi sentire in modo concreto anche sui prodotti della casa di Cupertino.
Entrando nel dettaglio, le novità riguardano diversi modelli. Mac Mini con chip M4 Pro ora si ferma a un massimo di 48 GB di RAM, mentre la variante con M4 base è disponibile soltanto nelle configurazioni da 16 o 24 GB, con il taglio da 32 GB che è semplicemente sparito. Per quanto riguarda Mac Studio, la versione equipaggiata con chip M3 Ultra è ora acquistabile esclusivamente con 96 GB di memoria, dato che l’opzione da 256 GB non risulta più selezionabile. Le varianti di Mac Studio con M4 Max restano tecnicamente in catalogo, ma i tempi di consegna si sono allungati in modo importante: si parla di 9 o addirittura 10 settimane di attesa.
In Italia la situazione regge, ma potrebbe non durare
Va precisato che queste restrizioni, al momento, valgono per gli Stati Uniti. Un controllo rapido sullo store italiano mostra che la maggior parte delle varianti di Mac Mini e Mac Studio è ancora disponibile e che, sostanzialmente, non è cambiato granché dalle nostre parti. Detto questo, è abbastanza probabile che quello che sta succedendo oltreoceano rappresenti un segnale anticipatore di ciò che potrebbe accadere anche in Italia nelle prossime settimane. Chi sta pensando di acquistare un Mac Mini o un Mac Studio farebbe bene a muoversi in fretta, prima che le opzioni si riducano anche qui.
Non solo chip: la domanda è più alta del previsto
La crisi dei chip di memoria non è l’unico fattore in gioco. C’è un elemento che forse pesa altrettanto, se non di più: i Mac desktop stanno vendendo molto più del previsto. Tim Cook, amministratore delegato (ancora per poco) di Apple, ha ammesso pubblicamente che la società ha sottostimato la domanda per queste macchine. E il perché ha una spiegazione piuttosto chiara.
Questi computer si stanno rivelando estremamente popolari tra chi vuole eseguire modelli e agenti di intelligenza artificiale direttamente in locale, senza dipendere dal cloud. Gli utenti più esperti e gli appassionati hanno capito che Mac Mini e Mac Studio offrono un rapporto qualità/prezzo decisamente competitivo per questo tipo di utilizzo. Insomma, l’interesse crescente verso l’AI ha creato un effetto domino sulla domanda hardware che Apple stessa non aveva previsto, e che sommato alla scarsità di componenti sta rendendo sempre più complicato mettere le mani su certe configurazioni.
Chi puntava a una versione con molta RAM, soprattutto sui modelli Pro e Ultra, potrebbe trovarsi davanti a scaffali virtuali vuoti nel giro di poco tempo.
