Sembrava una storia già scritta, quella degli auricolari con il filo. Destinati a sparire dai cassetti e dalle tasche di chiunque, travolti dal boom delle true wireless e dalla progressiva scomparsa del jack audio dagli smartphone. E invece no. Proprio nel momento in cui il mercato dell’audio personale punta tutto su dispositivi sempre più compatti, costosi e senza cavi, quei classici auricolari col cavetto bianco si stanno riprendendo la scena. Non come reperto archeologico del mondo tech, ma come oggetto desiderabile, pratico, economico e perfino esibito con una certa fierezza.
I numeri lo confermano. Stando ai dati di Circana, dopo cinque anni consecutivi di calo e un giro d’affari sceso fino a circa 39 milioni di euro nel 2024, le cuffie cablate hanno messo a segno un incremento dei ricavi del 20% nelle prime sei settimane del 2026. Un rimbalzo che sorprende, ma fino a un certo punto. Il fenomeno è alimentato da più fattori che si intrecciano fra loro: la riscoperta dell’estetica anni Duemila, una certa insofferenza verso i limiti del Bluetooth (latenza, batteria da ricaricare, disconnessioni improvvise), la voglia di un ascolto più stabile e, ovviamente, il prezzo decisamente più accessibile rispetto a qualsiasi alternativa wireless di fascia media.
Quando il cavo diventa un accessorio di stile
Quello che ha dato davvero slancio al ritorno degli auricolari con il filo è la componente estetica, più ancora della praticità. Già nel 2019, Vogue aveva puntato i riflettori su Bella Hadid, fotografata all’aeroporto di New Orleans con un paio di auricolari cablati perfettamente integrati in un look che strizzava l’occhio all’immaginario Y2K. Da quel momento, quella che sembrava una semplice scelta di comodità è diventata qualcosa di più grande: un segnale culturale.
Da allora la lista delle celebrità avvistate con quei due fili bianchi (resi iconici da Apple nei primi anni Duemila, anche grazie alla celebre campagna pubblicitaria “Silhouette” pensata per l’iPod) si è allungata parecchio. Zoë Kravitz, Zendaya, Lily Rose Depp, Addison Rae, Ariana Grande, Dua Lipa, Emily Ratajkowski, Harry Styles, Jacob Elordi, Kaia Gerber e Apple Martin sono solo alcuni dei nomi che, tra red carpet, paparazzate e post sui social, hanno contribuito a riportare gli auricolari col cavo al centro dell’attenzione. Non come scelta “povera” o di ripiego, ma come dichiarazione di gusto.
Non solo moda: praticità e prezzo fanno il resto
Sarebbe riduttivo, però, liquidare il tutto come una semplice moda passeggera legata al mondo delle celebrità. Una fetta importante di chi sta riscoprendo gli auricolari cablati lo fa per ragioni molto concrete. Niente batterie da gestire, niente pairing da ripetere ogni volta, niente rischio di perdere un singolo auricolare da 80 o 100 euro sotto il sedile di un treno. E poi c’è il fattore economico, che in un periodo di rincari generalizzati nel settore tech pesa eccome: con pochi euro ci si porta a casa un prodotto funzionante, affidabile e compatibile con qualsiasi dispositivo dotato di jack o, al massimo, con un semplice adattatore.
La tendenza unisce quindi almeno tre spinte diverse: nostalgia, funzionalità e accessibilità economica. Un mix che, almeno stando ai dati di vendita delle prime settimane del 2026, sembra destinato a durare ancora un po’. Gli auricolari con il filo non hanno mai smesso di funzionare bene; semplicemente, il mondo si era distratto guardando altrove.
