Lo stop a Gaming Copilot è probabilmente la notizia più significativa delle ultime settimane per chi segue da vicino il mondo Xbox. A meno di tre mesi dal suo insediamento come CEO della divisione, Asha Sharma ha annunciato direttamente su X la decisione di interrompere lo sviluppo del sistema di intelligenza artificiale che era già disponibile sull’app Xbox mobile e per PC, e che in futuro sarebbe dovuto approdare anche su console. Una mossa che in molti non si aspettavano, soprattutto considerando i trascorsi di Sharma nella divisione CoreAI di Microsoft.
Eppure è successo. E la reazione della community è stata, per una volta, di sollievo quasi unanime. I giocatori chiedevano da tempo meno AI nei giochi e nei servizi, soprattutto quando questa si porta dietro problemi concreti: questioni legate alla privacy, cali di prestazioni e un’esperienza utente che peggiora anziché migliorare. Gaming Copilot, insomma, non era il tipo di prodotto che la base di utenti Xbox stava aspettando. Sharma lo ha detto chiaramente: quel sistema non si allinea con la visione che ha in mente per la divisione.
Un taglio netto col passato: cosa sta cambiando dentro Xbox
Quello che colpisce davvero è la velocità con cui Sharma sta ridisegnando l’identità del brand. In poche settimane ha messo in discussione alcuni dei pilastri su cui si reggeva la strategia precedente. L’idea che qualsiasi dispositivo potesse essere una Xbox, per esempio, è stata di fatto accantonata, restituendo un senso concreto al possesso di una console. E non è l’unica inversione di rotta: ci sono stati passi indietro anche sugli aumenti del Game Pass e un ritorno deciso al tema delle esclusive.
Questo approccio racconta qualcosa di importante. Sharma sembra voler riportare Xbox nel ruolo di protagonista attivo del settore gaming, e non in quello di semplice publisher a cui Microsoft pareva ormai destinata negli ultimi anni sotto la guida di Phil Spencer. La nuova CEO vuole muoversi più velocemente, ricostruire il rapporto con la community, ridurre gli attriti sia per gli sviluppatori che per i giocatori. Un cambio di passo che, almeno sulla carta, ha tutte le premesse giuste.
Microsoft rallenta anche sull’AI a livello più ampio
La chiusura di Gaming Copilot non è un caso isolato. Microsoft ha cominciato a fare marcia indietro sull’intelligenza artificiale anche su scala più ampia, segno che la visione precedente, quella secondo cui ogni prodotto e servizio doveva essere permeato dall’AI, si è rivelata un abbaglio. Durato poco, certo, ma comunque sufficiente a peggiorare l’esperienza su diversi prodotti coinvolti. Il fatto che anche un’azienda così fortemente investita nel settore AI stia rivedendo le proprie posizioni la dice lunga su quanto il mercato, e soprattutto gli utenti, siano stanchi di soluzioni imposte dall’alto senza un reale beneficio.
