La gamma Google Pixel 10 dice addio alla possibilità di tornare indietro. Con l’aggiornamento di maggio 2026, Google ha deciso di bloccare in modo definitivo il rollback del firmware, cioè quella procedura che permetteva di ripristinare una versione precedente del software sul proprio dispositivo. E no, non si tratta di una semplice complicazione: il rollback è stato proprio impedito.
La cosa era nell’aria da qualche settimana, con voci che parlavano di restrizioni in arrivo. In molti si aspettavano magari qualche passaggio in più, qualche ostacolo tecnico da aggirare con un po’ di pazienza. E invece Google ha scelto la strada più netta possibile, andando ben oltre le previsioni.
Cosa dice Google nel dettaglio
Sul portale dedicato agli sviluppatori, nella sezione relativa all’aggiornamento mensile di maggio 2026, Google lo scrive senza mezzi termini: l’update per Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold include un aggiornamento del bootloader che incrementa la versione anti-rollback. Tradotto in parole semplici, dopo aver installato questo aggiornamento non sarà più possibile eseguire il flashing né l’avvio di build precedenti di Android 16.
Non c’è spazio per interpretazioni creative. Chi installa la release di maggio sui propri Pixel 10 si ritroverà con un bootloader aggiornato che chiude, in modo irreversibile, la porta a qualsiasi versione precedente del firmware. E questo vale per tutta la gamma, nessuno escluso.
Le conseguenze pratiche per gli utenti
Ora, è chiaro che questa decisione ha una logica. Impedire il rollback significa impedire che qualcuno, volontariamente o meno, riporti il dispositivo a una versione del software che potrebbe contenere vulnerabilità di sicurezza gravi. Da questo punto di vista, la mossa di Google rafforza la protezione dei dispositivi e rende più difficile lo sfruttamento di falle già corrette.
Il problema, però, è tutto nell’altra faccia della medaglia. La possibilità di eseguire il rollback era una rete di sicurezza fondamentale per gli utenti esperti, quelli che sanno esattamente cosa stanno facendo quando mettono mano al firmware del proprio smartphone. Gente che magari testa build diverse, sviluppatori che hanno bisogno di flessibilità, appassionati che amano avere il pieno controllo del proprio dispositivo.
E poi c’è un rischio concreto che riguarda potenzialmente tutti, non solo gli smanettoni. Se per qualsiasi ragione un aggiornamento dovesse interrompersi a metà, o andare storto in qualche modo, il fatto di non poter tornare a una build precedente potrebbe lasciare il dispositivo in uno stato inutilizzabile. In pratica, senza la possibilità di ripristinare una versione funzionante del firmware, l’unica strada sarebbe rivolgersi all’assistenza Google per risolvere il problema.
