AMD non nasconde una certa preoccupazione per il futuro prossimo del mercato PC e gaming, nonostante i numeri dell’ultimo trimestre raccontino una storia ancora positiva. Il quadro che emerge dal rapporto finanziario più recente è quello di un’azienda che macina profitti, soprattutto grazie all’intelligenza artificiale, ma che vede nuvole all’orizzonte per chi acquista processori, schede grafiche e console.
Numeri solidi nel primo trimestre, ma il trend si sta invertendo
Partiamo da quello che va bene, perché ce n’è. Nel primo trimestre del 2026, le divisioni Client e Gaming di AMD hanno messo insieme ricavi per circa 3,7 miliardi di euro, con una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un risultato niente male, sostenuto dalla forte domanda per le CPU Ryzen 9000X3D e per la gamma Ryzen AI, che hanno trovato spazio nei cataloghi di produttori come Dell, HP e Lenovo. C’è però un dettaglio che raffredda gli entusiasmi: rispetto al trimestre precedente, quello del Natale, il calo è stato del 9%. Un dato in parte fisiologico, certo, perché dopo le feste le vendite scendono sempre, ma che inserito nel contesto più ampio assume un significato diverso.
La CEO Lisa Su e il suo team hanno confermato che il segmento legato all’intelligenza artificiale resta in ottima salute e continuerà a crescere in modo significativo. Il problema, ed è un problema che riguarda tutti, è che proprio la fame insaziabile di chip del settore AI sta drenando risorse dal mercato consumer. La crisi dei chip di memoria, alimentata da questa domanda sbilanciata, limita l’offerta disponibile per chi produce e vende prodotti destinati a utenti normali, quelli che comprano un portatile o assemblano un PC da gaming.
La seconda metà del 2026 preoccupa, soprattutto per il gaming
Per il secondo trimestre, AMD si aspetta ancora una domanda relativamente solida. È da luglio in poi che le cose si complicano. Le previsioni parlano di un calo delle spedizioni nella seconda metà dell’anno, sia per il comparto desktop sia per quello laptop. Ma è il segmento gaming a destare le maggiori preoccupazioni.
I ricavi di questa divisione sono già scesi del 15% e la società prevede un’ulteriore contrazione superiore al 20% nei mesi finali del 2026. Una flessione davvero importante, che ha diverse cause. Da un lato pesano i costi dei componenti, che non accennano a scendere. Dall’altro, l’aumento dei prezzi delle console di ultima generazione sta frenando il mercato: sia PlayStation 5 sia Xbox Series X costano di più, e questo scoraggia nuovi acquisti.
E chi sperava nell’arrivo di una nuova generazione di console dovrà armarsi di pazienza. Le eredi, vale a dire PS6 e Xbox Project Helix, restano estremamente lontane. L’ipotesi più realistica le colloca verso la fine del 2027, e anche questa tempistica viene considerata piuttosto ottimistica da chi segue il settore. In sostanza, il mercato gaming si trova in una fase di stallo: la generazione attuale invecchia, i prezzi salgono, e quella nuova non arriverà a breve.
