Le ultime voci provenienti dall’Asia puntano tutte nella stessa direzione: Xiaomi starebbe lavorando a un nuovo processore proprietario destinato a fare un bel salto in avanti rispetto alla generazione precedente. Il suo nome, almeno per ora, sarebbe XRING O3, e il chip potrebbe finire dritto nel cuore del prossimo smartphone pieghevole dell’azienda, quello che con ogni probabilità si chiamerà Xiaomi 17 Fold.
Il processore andrebbe a prendere il posto di XRING O1, lanciato lo scorso anno, e rappresenterebbe un’evoluzione piuttosto significativa sotto diversi aspetti. Il progetto, stando alle indiscrezioni, è attualmente in fase di sviluppo interno con il nome in codice “lhasa”, e le specifiche trapelate lasciano intravedere scelte tecniche interessanti.
Le caratteristiche tecniche emerse finora su XRING O3
Il nuovo processore di Xiaomi dovrebbe montare otto core, anche se al momento non è del tutto chiaro quale configurazione verrà adottata: potrebbe trattarsi di uno schema 1+3+4 oppure 1+2+5. Quello che sembra abbastanza certo è la presenza di tre tipologie di core. I core Prime, quelli di punta, sarebbero in grado di toccare una frequenza massima di 4,05 GHz. Poi ci sarebbero i core Titanium, progettati per gestire le attività ad alte prestazioni con una frequenza fino a 3,42 GHz. Infine i core Little, dedicati all’efficienza energetica, che dovrebbero arrivare a 3,02 GHz.
Rispetto a XRING O1, il cambiamento più evidente riguarderebbe proprio la struttura: due core in meno complessivamente, ma con prestazioni per singolo core decisamente superiori. Per dare un’idea, la frequenza dei core dedicati all’efficienza passerebbe da 1,79 GHz a 3,02 GHz, un incremento notevole che dovrebbe tradursi in una reattività molto maggiore anche nelle operazioni meno intensive.
Sul fronte della memoria, la velocità resterebbe invariata a 9.600 MT/s, mentre la GPU guadagnerebbe terreno salendo a quasi 1,5 GHz rispetto agli 1,2 GHz della generazione precedente. Non è un balzo enorme, ma comunque sufficiente per garantire un miglioramento visibile nella gestione grafica.
Perché questo processore è pensato per i pieghevoli
C’è un dettaglio che rende tutto il quadro più coerente. Le modifiche introdotte da Xiaomi su XRING O3 non sembrerebbero casuali, ma piuttosto orientate a un obiettivo preciso: migliorare l’elaborazione in background e il multitasking. Ed è un punto che ha molto senso se si pensa alla destinazione d’uso prevista. I dispositivi con schermi pieghevoli di grandi dimensioni richiedono una gestione diversa delle risorse, perché spesso su quegli schermi girano più applicazioni contemporaneamente. Un processore capace di gestire tutto questo senza incertezze farebbe una bella differenza nell’esperienza quotidiana.
Il fatto che Xiaomi stia sviluppando processori proprietari sempre più raffinati racconta anche qualcosa di più ampio: la volontà dell’azienda di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e costruire un ecosistema hardware più autonomo, un po’ come hanno fatto altri grandi nomi del settore. Per quanto riguarda tempistiche e conferme ufficiali, al momento non c’è nulla di certo. È probabile che nel corso delle prossime settimane emergano nuovi dettagli su Xiaomi XRING O3 e sul dispositivo che lo ospiterà, quel Xiaomi 17 Fold che potrebbe rappresentare il pieghevole più ambizioso mai realizzato dall’azienda.
