Le vendite deludenti di iPhone Air stanno avendo ripercussioni ben oltre Cupertino. Lo smartphone ultrasottile di Apple, che doveva aprire una nuova stagione per il mercato dei dispositivi slim, non ha centrato gli obiettivi commerciali attesi. E la cosa interessante è che questo mezzo passo falso non riguarda solo Apple: sta condizionando pesantemente anche le strategie della concorrenza, al punto che diversi rivali avrebbero deciso di sospendere i propri progetti analoghi.
iPhone Air vende, ma non quanto sperato
Partiamo da un dato che va messo subito in chiaro: iPhone Air non è un disastro totale. Anzi, a livello di numeri puri ha fatto meglio sia di iPhone 16 Plus sia di Galaxy S25 Edge, il rivale diretto di Samsung nel segmento degli smartphone ultrasottili. Eppure, nonostante questi sorpassi, il riscontro complessivo è rimasto ben al di sotto di quanto Apple si aspettava. Le previsioni interne, evidentemente, puntavano molto più in alto. E quando un colosso come Apple non raggiunge i propri target su un prodotto di punta, il segnale che arriva al resto del settore è fortissimo.
Il punto è questo: se nemmeno Apple, con tutta la sua capacità di generare hype e attirare acquirenti, riesce a trasformare il concetto di smartphone ultrasottile in un successo pieno, allora forse il mercato non è ancora pronto per questa categoria di dispositivi. O forse il pubblico semplicemente non percepisce lo spessore ridotto come un motivo sufficiente per spendere cifre importanti. Qualunque sia la ragione, il risultato è lo stesso: un campanello d’allarme che ha risuonato forte in tutto il settore.
La concorrenza frena e rivede i piani
Secondo quanto emerso da un report pubblicato su Weibo, il flop relativo di iPhone Air ha provocato un vero e proprio effetto a cascata. Diversi produttori che stavano lavorando ai propri smartphone dal profilo sottilissimo avrebbero deciso di sospendere o ridimensionare i progetti in corso. La logica è brutale ma comprensibile: se il brand con il maggiore potere attrattivo al mondo non riesce a far decollare un prodotto di questo tipo, che senso ha rischiare risorse enormi per ottenere risultati potenzialmente ancora peggiori?
È un meccanismo che si vede spesso nel mondo della tecnologia. Quando il leader di mercato lancia una tendenza e questa non attecchisce, chi stava per seguirne le orme preferisce fare un passo indietro piuttosto che trovarsi con magazzini pieni di dispositivi invenduti. E nel caso degli smartphone ultrasottili, il rischio era particolarmente alto: si tratta di prodotti che richiedono ingegnerizzazione complessa, compromessi su batteria e fotocamere, e costi di produzione non trascurabili.
La situazione attorno a iPhone Air racconta quindi qualcosa di più ampio rispetto al singolo dispositivo. Il segmento slim, che sulla carta sembrava destinato a diventare il prossimo grande campo di battaglia tra i produttori, potrebbe attraversare una fase di stallo prolungato. Con la concorrenza che batte in ritirata e Apple costretta a fare i conti con numeri sotto le attese, il mercato degli smartphone sottili si trova a un bivio: servono proposte più convincenti, oppure l’idea stessa di puntare tutto sulla sottigliezza potrebbe restare una nicchia piuttosto che diventare mainstream.
