Chi ha contribuito a portare i robot aspirapolvere in milioni di case nel mondo sta cambiando completamente rotta. Colin Angle, cofondatore di iRobot, ha presentato la sua nuova azienda e il prodotto su cui sta lavorando. Il progetto si chiama Familiar Machines & Magic e non ha nulla a che fare con la pulizia dei pavimenti. Stavolta si parla di robot da compagnia, pensati per creare un legame con le persone.
I dispositivi si chiamano Familiars e vengono descritti come “sistemi di intelligenza artificiale fisicamente incarnati, capaci di percepire, adattarsi e interagire con le persone in modi che risultano naturali e coerenti”. Detto così suona un po’ come un animale domestico, solo che al posto di fedeltà e affetto ci sono algoritmi. Una visione ambiziosa, certo, ma Angle sembra crederci parecchio.
“La prossima era della robotica non riguarda solo la destrezza o la forma umanoide, ma le macchine capaci di costruire e mantenere una connessione umana”, ha dichiarato durante la conferenza Future of Everything del Wall Street Journal. “Il mio obiettivo è sempre stato creare sistemi che comprendano il contesto, ricordino le interazioni e si comportino con coerenza nel tempo.”
Come sono fatti i Familiars e cosa possono fare
Familiar Machines & Magic spiega che il primo Familiar è stato “progettato appositamente per l’interazione sociale”, con un’architettura generale “ottimizzata per movimenti espressivi di tutto il corpo, capaci di comunicare attenzione, consapevolezza e intenzione”. E, va detto, esteticamente è anche piuttosto carino.
Il robot ha un aspetto che ricorda vagamente un animale ed è ricoperto da un rivestimento sensibile al tocco. Integra una serie di telecamere e un array di microfoni, strumenti che dovrebbero permettergli di interagire con gli esseri umani in modo abbastanza naturale. A rendere tutto più fluido c’è uno stack di intelligenza artificiale a bordo, alimentato da un modello multimodale compatto e personalizzato, ottimizzato per quello che l’azienda definisce “ragionamento sociale”.
La cosa interessante è proprio questa idea di fondo: non un robot che esegue compiti domestici, ma un dispositivo che cerca di capire chi ha davanti, che ricorda le conversazioni precedenti e che adatta il proprio comportamento nel tempo. È un approccio diverso rispetto a gran parte dei prodotti robotici oggi sul mercato, e porta la firma di qualcuno che di robotica consumer ne capisce parecchio.
Quando arriverà sul mercato e quanto costerà
Ecco, qui bisogna frenare un po’ l’entusiasmo. Al momento non esiste ancora un prodotto finito. Il primo Familiar è un prototipo funzionante che funge da proof of concept, una dimostrazione di fattibilità. Non si sa quando, e nemmeno se, Familiar Machines & Magic porterà effettivamente qualcosa sugli scaffali dei negozi. Tantomeno si conoscono i prezzi.
Per dare un termine di paragone che fa sorridere: un rifugio per animali permette di portare a casa un cucciolo vero per una cifra tra i 45 e i 115 euro circa. Difficile immaginare che un robot da compagnia con telecamere, microfoni e intelligenza artificiale a bordo possa competere su quel fronte. Ma il punto, evidentemente, è un altro. Angle scommette sul fatto che esista uno spazio di mercato per macchine che non puliscono, non cucinano e non rispondono solo a comandi vocali, ma provano a stabilire qualcosa che assomigli a una relazione.
