Che IO Interactive, lo studio dietro Hitman: World of Assassination, stesse lavorando a un gioco su James Bond era una di quelle notizie che sembravano scritte nel destino. Stealth, pianificazione, improvvisazione: tutto quello che ha reso grande la serie Hitman si sposa alla perfezione con il mondo dello spionaggio britannico più famoso del pianeta. E ora, dopo aver messo le mani su tre missioni di 007: First Light, si può dire che quella promessa sta prendendo forma concreta.
Il gioco racconta una storia originale, ambientata nell’era moderna, che non segue la timeline dei film ma esplora le origini di Bond. Quando lo si incontra per la prima volta, l’agente è ancora in servizio nella Royal Navy, impegnato in una missione in Islanda che finisce malissimo: missili abbattono due elicotteri, e Bond si ritrova a dover sopravvivere tra mercenari ostili. Viene contattato via radio dall’MI6 e, in assenza di altri agenti disponibili, riceve l’ordine di recuperare un oggetto misterioso. Già in questa fase emerge il carattere del personaggio: sangue freddo, capacità di analisi, ma anche una certa imprudenza giovanile. Bond ignora gli ordini del suo supervisore per salvare i compagni catturati, e la missione si chiude con un inseguimento adrenalinico durante la fuga dal campo nemico.
Addestramento, gadget e combattimenti: come funziona il gameplay
Dopo la sequenza iniziale in Islanda, la scena si sposta a Malta per l’addestramento. Qui 007: First Light mostra il suo arsenale ludico. Si può scegliere tra approccio furtivo o scontro diretto, sfruttando il combattimento corpo a corpo e i gadget Q. Tenendo premuto L1 si attiva il Q Lens, che permette di vedere i nemici attraverso le pareti e hackerare dispositivi per creare diversivi. Il raggio laser dell’orologio, invece, taglia funi e innesca trappole.
Il sistema di combattimento ha un suo peso specifico: pugni, schivate, parate e la possibilità di usare oggetti dell’ambiente per mettere fuori gioco gli avversari. Anche alle difficoltà più basse, i nemici di 007: First Light non perdonano, soprattutto in gruppo. Ma Bond ha sempre un asso nella manica, che si tratti di far rimbalzare un nemico contro un muro o di accecare un avversario con il laser prima di colpirlo. L’influenza di Hitman è evidente nel modo in cui furtività e azione si mescolano, ma il gioco si distingue per la velocità con cui si può passare da un approccio all’altro.
La missione del gala a Londra: spionaggio puro
La terza missione, ambientata a Kensington, è quella che ha mostrato la varietà più sorprendente. Tutto parte dall’appartamento di Bond, che viene attaccato da assassini. Dopo uno scontro brutale e una fuga sui tetti, la caccia al cecchino porta fino a un gala in un museo londinese. Ed è qui che 007: First Light rivela il suo lato più vicino a Hitman: un livello ampio e ricco di opzioni, dove ascoltare conversazioni, impersonare altri invitati e usare il fascino di Bond diventa altrettanto importante quanto sparare.
In una sequenza particolarmente riuscita, si può origliare una manager che parla di un giornalista atteso e decidere di fingersi quella persona per superare la sicurezza. Ma attenzione ai dettagli: scegliere il nome sbagliato può creare problemi, e anche Bond deve arrangiarsi con astuzia e qualche freccia avvelenata per togliersi dai guai.
Lo scontro finale nel seminterrato del museo si trasforma in una battaglia contro un boss dove, essendo disarmati, bisogna sfruttare trappole ambientali come far cadere lampadari sugli avversari. La fuga dal museo diventa un crescendo che mescola stealth, gadget, armi rubate ai nemici e pura improvvisazione, fino a una sequenza di inseguimento in camion che demolisce mezza Londra sulle note della colonna sonora iconica di 007.
007: First Light arriverà su PlayStation 5 il 27 maggio 2025.
