La condivisione dello schermo su ChatGPT per Android sta per cambiare faccia. OpenAI sta lavorando a un sistema completamente diverso da quello attuale per permettere al proprio assistente di vedere cosa succede sul display dello smartphone, e le prime tracce di questa novità sono già emerse in una versione recente dell’app.
Il concetto di fondo resta lo stesso: dare a ChatGPT la possibilità di analizzare in tempo reale ciò che appare sullo schermo. Ma il metodo per arrivarci promette di essere molto più leggero e meno invasivo rispetto a quello usato finora.
Il problema del sistema attuale
Oggi ChatGPT su Android sfrutta le API MediaProjection per accedere ai contenuti dello schermo. Si tratta dello stesso meccanismo utilizzato dalle app di registrazione schermo o da chi proietta il display su un monitor esterno. Funziona, certo, ma porta con sé parecchie scomodità: finestre di permesso che si sovrappongono, pop-up di avviso che interrompono quello che si sta facendo, e soprattutto un consumo elevato di risorse. La registrazione avviene in modo continuo, e questo può rallentare sensibilmente il dispositivo. Un’esperienza, a dirla tutta, piuttosto macchinosa.
Il nuovo approccio: Accessibilità e Bubbles
Nella versione 1.2026.118 dell’app ChatGPT per Android, alcuni ricercatori hanno scovato una funzione in fase di sviluppo che cambia radicalmente le carte in tavola. Il nuovo sistema si basa su due strumenti: le impostazioni di Accessibilità di Android e le cosiddette Bubbles, le bolle di notifica multitasking introdotte ufficialmente con Android 17, ma già disponibili tramite API a partire da Android 11.
Al primo avvio della funzione, l’utente viene guidato ad attivare una voce chiamata “ChatGPT screen help” nelle impostazioni di Accessibilità del sistema. Vengono poi richiesti i permessi per le notifiche e per le bolle di conversazione, necessari perché l’app possa restare attiva in background senza essere chiusa dal sistema operativo.
Una volta completata la configurazione, sullo schermo compare una bolla interattiva, molto simile a quelle delle app di messaggistica, che resta visibile sia nella schermata principale sia all’interno di qualsiasi altra applicazione. Toccandola, è possibile fare domande specifiche a ChatGPT su ciò che appare in quel preciso momento sul display. L’assistente analizza il contesto visivo attuale in modo indipendente, senza attingere alla cronologia della conversazione in corso.
Il vantaggio più evidente? Il consumo di risorse risulta nettamente inferiore. Non si tratta più di una registrazione continua, ma di un accesso mirato ai contenuti visivi. Il carico sul processore e sulla memoria cala in modo significativo, e la fluidità generale del dispositivo ne beneficia anche durante l’utilizzo di ChatGPT.
